Nel prendere in considerazione un testo poetico in lingua siciliana, credo che non si debba mai dimenticare che gran parte delle illuminazioni poetiche e letterarie nacquero proprio in seno alla Scuola Siciliana, otto secoli fa, grazie a illustri precursori e uomini di cultura quali Jacopo da Lentini e lo stesso Federico II di Svevia. Da allora, la storia della lingua e della letteratura italiana ha fatto molta strada, e questo è noto, ma davvero molto dobbiamo a quella splendida epoca, dalla quale persino Dante, con il suo De vulgari eloquentia, ha preso a riferimento per giungere al nascente “volgare” italiano. Diciamo subito che dialetti come il siciliano e il napoletano vanno certamente considerati vere e proprie “lingue”, in virtù del fatto di essere nate e di essersi sviluppate via via nel tempo da quelle nobili origini, conservando sempre le proprie caratteristiche nonostante le successive alternanze di potere nel meridione d’Italia e in Sicilia. Una lingua ricca e melodiosa, i cui termini e locuzioni sovente racchiudono in sé figurazioni e modi di dire, sensazioni e sentimenti, stati d’animo completi, così che molto bene l’espressione poetica si basa e si veicola con il siciliano: se poesia è aprire i sensi e predisporre all’ascolto di sé e del mondo, quale miglior modo esiste se non “usando” una lingua così dolce, melodica e nello stesso tempo così variegata come il siciliano?
Ma i “dialetti” vanno scomparendo, massificati dall’omologazione e dalla “globalizzazione” che tutto livella e banalizza. E come giustamente afferma Salvatore Di Marco nella prefazione a questo interessante nuovo libro di Flora Restivo, “Po essiri”, chiusa la grande pagina novecentesca della poesia siciliana, della nuova appena iniziata non esistono tracce precognitive.
“Po essiri”, può darsi, però, di no: ecco quindi Flora Restivo, elegante scrittrice e poetessa trapanese, autrice di molti saggi, traduzioni e commenti critici. Questo suo testo di poesie in vernacolo siciliano, edito da Samperi, è da considerarsi in effetti un giusto e valido continuum rispetto alle tradizioni e ai fondamenti letterari e poetici di una estesa e vivida produzione di autori antecedenti e di tutto rispetto, quali Ignazio Buttitta, Giovanni Formisano, Vann’Antò, per citarne solo qualcuno, e indipendentemente dalle tematiche e dagli stili. La nostra Flora Restivo, infatti, ha una poesia fresca ed immediata, resa ancor più gradevole dal perfetto esprimersi nella sua lingua madre, che, come giustamente osservava Marco Scalabrino in una sua approfondita nota critica sull’autrice, le è naturale e spontanea, caratteristica che impreziosisce e autentica un pertinace lavorìo interiore che sorge ed emerge direttamente dal suo intenso vissuto e dal suo essere siciliana nel modo più profondo e appassionato.
Le tematiche sono varie, lo stile è personale e sobrio, ma l’anima poetica di indiscutibile spessore traspare ed irrompe nel cuore del lettore con immagini dirette e di alta resa lirica. Flora Restivo abbraccia non tanto la natura e il mondo siciliano, ma piuttosto riversa il resto del mondo nella sicilianità, in una veduta universale che integra pensieri e filosofie esterne, al modo di sentire e di vedere, al modo di cantare, di una Sicilia sempre bella e attuale. “Po essiri chi m’arrinesci / di cogghiri / ddu ‘nzocché / fin’astura / straniu e rimotu…”: “Può darsi che mi riesca di afferrare quel non so che finora estraneo e remoto”, afferma la nostra brava poetessa: e certamente potrà essere, perché solo con la poesia, e con una poesia particolarmente sonora come la siciliana, sarà possibile cogliere quell’alone di mistero e di vaga incertezza che avvolge l’animo umano.
Flora Restivo, “Po essiri”, Samperi Editore, Catania, ottobre 2008
Prefazione di Salvatore Di Marco, postfazione di Marco Scalabrino
ISBN 978-88-95877-04-4. Pag. 63, euro 6.00
Ma i “dialetti” vanno scomparendo, massificati dall’omologazione e dalla “globalizzazione” che tutto livella e banalizza. E come giustamente afferma Salvatore Di Marco nella prefazione a questo interessante nuovo libro di Flora Restivo, “Po essiri”, chiusa la grande pagina novecentesca della poesia siciliana, della nuova appena iniziata non esistono tracce precognitive.
“Po essiri”, può darsi, però, di no: ecco quindi Flora Restivo, elegante scrittrice e poetessa trapanese, autrice di molti saggi, traduzioni e commenti critici. Questo suo testo di poesie in vernacolo siciliano, edito da Samperi, è da considerarsi in effetti un giusto e valido continuum rispetto alle tradizioni e ai fondamenti letterari e poetici di una estesa e vivida produzione di autori antecedenti e di tutto rispetto, quali Ignazio Buttitta, Giovanni Formisano, Vann’Antò, per citarne solo qualcuno, e indipendentemente dalle tematiche e dagli stili. La nostra Flora Restivo, infatti, ha una poesia fresca ed immediata, resa ancor più gradevole dal perfetto esprimersi nella sua lingua madre, che, come giustamente osservava Marco Scalabrino in una sua approfondita nota critica sull’autrice, le è naturale e spontanea, caratteristica che impreziosisce e autentica un pertinace lavorìo interiore che sorge ed emerge direttamente dal suo intenso vissuto e dal suo essere siciliana nel modo più profondo e appassionato.
Le tematiche sono varie, lo stile è personale e sobrio, ma l’anima poetica di indiscutibile spessore traspare ed irrompe nel cuore del lettore con immagini dirette e di alta resa lirica. Flora Restivo abbraccia non tanto la natura e il mondo siciliano, ma piuttosto riversa il resto del mondo nella sicilianità, in una veduta universale che integra pensieri e filosofie esterne, al modo di sentire e di vedere, al modo di cantare, di una Sicilia sempre bella e attuale. “Po essiri chi m’arrinesci / di cogghiri / ddu ‘nzocché / fin’astura / straniu e rimotu…”: “Può darsi che mi riesca di afferrare quel non so che finora estraneo e remoto”, afferma la nostra brava poetessa: e certamente potrà essere, perché solo con la poesia, e con una poesia particolarmente sonora come la siciliana, sarà possibile cogliere quell’alone di mistero e di vaga incertezza che avvolge l’animo umano.
Flora Restivo, “Po essiri”, Samperi Editore, Catania, ottobre 2008
Prefazione di Salvatore Di Marco, postfazione di Marco Scalabrino
ISBN 978-88-95877-04-4. Pag. 63, euro 6.00
Caro Pino, Mille GRAZIE, a nome di Flora Restivo e mio, per la tua attenzione e per la tua generosità. A te e a tutti cordiali saluti e auguri, Marco Scalabrino.
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