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IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO CONTINUA SU:

IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO CONTINUA SU:
TACCUINO ANASTASIANO

30 dicembre 2010

Il Premio Kriterion, edizione 2011

Concorso nazionale di poesia, narrativa e arti figurative “Kriterion”

Il mondo che immaginiamo non ha terre opache, strade periferiche popolate di estranei, ma solo strade maestre dove migranti e cittadini costruiscono insieme nuovi percorsi di convivenza; dove il vicino di casa non si muta in nemico per la follia di qualcuno; dove non esistono monti Taigete ma ognuno attende l’amico in difficoltà e magari gli tende la mano. Un percorso di conoscenza che prende mille direzioni diverse ma ha un unico porto d’arrivo: la dignità di tutti gli esseri umani.

EDIZIONE 2011
Il novecento è stato denominato il secolo dei genocidi, per questo vogliamo analizzare le radici dell’intolleranza avvicinandoci a un genocidio dimenticato: quello degli Armeni.

REGOLAMENTO
Il concorso si articola in tre sezioni per adulti:
A-Poesia inedita adulti; B-Narrativa Edita; C-Narrativa Inedita;
e due riservate gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado: D-Poesia inedita studenti; E- Disegno studenti.

Sezione per adulti.
Sezione A – Poesia Inedita
Ogni autore può inviare una singola poesia a tema libero o sull’argomento della diversità di non oltre 25 versi, in sei copie dattiloscritte, anonime, ma con una sigla breve che dovrà essere riportato in calce ad ogni copia e riprodotta su busta a parte contenente le generalità complete dell’autore (nome, cognome, indirizzo, numero telefonico) e titolo della lirica in concorso. Inoltre ogni autore dovrà firmare una dichiarazione di paternità e di inediticità del proprio elaborato .

Sezione B – Narrativa Edita
Si concorre con un romanzo, pubblicato dal mese di gennaio 2009 in tre copie con breve lettera di presentazione allegata. Le case editrici possono presentare un solo titolo. Sono esclusi i romanzi pubblicati in proprio.

Sezione C
Ogni autore può inviare un racconto breve o una novella a tema libero non eccedenti le 5 cartelle (30righe x 60 battute) in sei copie dattiloscritte, con la stessa modalità per la poesia inedita.

SEZIONE PER STUDENTI

Il tema per questa edizione è : “Sono stato armeno, mi avete deportato; sono stato immigrato, mi avete emarginato; sono stato disabile, mi avete umiliato; abbiamo lo stesso cuore, ve ne siete dimenticati?”

Sezione D – Poesia Inedita
La sezione è rivolta agli allievi degli Istituti di ogni ordine e grado. Ogni giovane concorrente partecipa con una singola poesia di lunghezza non superiore ai 25 versi, in sei copie autografate e corredate di generalità complete e provenienza scolastica. Non saranno oggetto di valutazione le poesie non inerenti al tema proposto.

Sezione E – Disegno studenti
Ogni giovane concorrente, come per la sezione poesia, può partecipare con un'unica opera eseguita con qualsiasi tecnica e dimensione, indicando generalità complete e provenienza scolastica. E’ data facoltà di concorrere con un’ opera eseguita collettivamente dagli allievi di una singola classe con indicazione dei partecipanti, classe, sezione, istituto scolastico. In tal caso riceverà il premio l’Istituto.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
1. I concorrenti dovranno attenersi rigorosamente alle norme del presente bando, pena l’esclusione dal concorso.
2. Ogni lavoro dovrà pervenire alla segreteria del premio entro e non oltre il 28 febbraio 2011 (farà fede il timbro postale). I plichi possono essere inviati tramite posta prioritaria all’indirizzo:
Concorso “Kriterion” AIPD Sez. di Avellino c/o Gerardo Pepe, Via Pianodardine, 9 –83042 Atripalda (Av).
3. Per la partecipazione al premio non sono richieste quote di iscrizione, bensì un versamento a favore dell’Aipd sez. di Avellino solo per le sezioni “A” “C” adulti. Per le sezioni “A” e “C” Euro 5,00; Per chi partecipa ad entrambe le sezioni Euro 10; il mancato versamento comporta automaticamente l’esclusione dal concorso; per la sezione Narrativa edita non è prevista tassa di lettura. Per le sezioni riservate agli studenti “D” e “E” si può effettuare un versamento facoltativo. Inviare i relativi importi sul c/c postale n. 10282838 intestato a: AIPD Sezione di Avellino.
4. Gli elaborati non verranno restituiti. L’operato della giuria, i cui nominativi saranno resi noti all’atto della premiazione, è insindacabile ed inappellabile.
5. L’Associazione si riserva la facoltà di non assegnare taluni premi, qualora la qualità degli elaborati in genere venisse giudicata insufficiente. Inoltre si riserva la facoltà di pubblicare le opere vincitrici senza nulla dovere ai partecipanti.

PREMI
1. Ai primi tre classificati della sezione Poesia inedita adulti saranno assegnati rispettivamente:
1° classificato Euro 700 + diploma.
2° classificato Euro 400 + diploma.
3° classificato Euro 200 + diploma.

2. Ai primi tre classificati della sezioni Narrativa edita saranno assegnati rispettivamente:
1° classificato Euro 1.000 + diploma.
2° classificato Targa + diploma.
3° classificato Coppa + diploma.

3. Ai primi tre classificati della sezione Narrativa saranno assegnati rispettivamente:
1° classificato Euro 300 + diploma.
2° classificato Targa 200 + diploma.
3° classificato Coppa 100 + diploma.

Ai primi tre classificati delle­ tre sezioni poesia per studenti e disegno per studenti (Scuole elementari, Scuole medie, Istituti superiori) saranno assegnati rispettivamente:

1° classificato Euro 50 + diploma.
2° classificato Coppa + diploma.
3° classificato Targa + diploma.

La giuria si riserva di assegnare premi speciali o benemerenze. I premi dovranno essere ritirati personalmente o tramite delega, pena perdita di diritto al premio.
4. La cerimonia di premiazione avrà luogo entro il mese di maggio 2010. I vincitori saranno avvertiti personalmente.
5.L’associazione si riserva di apportare, qualora si rivelasse necessario, modifiche al presente regolamento. In tal caso ne sarà data tempestiva comunicazione agli interessati.

”KRITERION” ALBO D’ORO

SEZIONE POESIA INEDITA

Edizione 2003 : Giuseppe Vetromile
Edizione 2004 : Domenico Luiso
Edizione 2005 : Stefano Santosuosso
Edizione 2006 : Benito Galilea.
Edizione 2007 : Nicoletta Pagliuca.
Edizione 2008 : Gennaro Grieco.
Edizione 2009 : Umberto Vicaretti.

SEZIONE NARRATIVA INEDITA

Edizione 2003 : Giovanni Carullo
Edizione 2004 : Elisabetta Liguori
Edizione 2005 : non assegnato
Edizione 2006 : Ex Aequo Paolo Pergolari –
Fabio Casadei Turroni
Edizione 2007 : Pascal Abatiello
Edizione 2008 : non assegnato.
Edizione 2009 : Arturo Bernava

SEZIONE NARRATIVA EDITA

Edizione 2005 : Matteo B. Bianchi (Baldini Castoldi Dalai editore)
Edizione 2006 : Lucrezia Lerro (peQuod Edizioni)
Edizione 2007 : Carlo D’Amicis (Minimum Fax)
Edizione 2008 : Ivan Cotroneo (Bompiani)
Edizione 2009 : Eraldo Affinati (Mondadori)

AIPD
Associazione Italiana Persone Down
Sezione di Avellino
Rione Mazzini – 83100 Avellino
Tel. 0825/73315 – 622708
www.aipdavellino.it
e.mail: aipdconcorso@virgilio.it
c/c postale n.10282838

26 dicembre 2010

Il cammino poetico di Lello Agretti

Tutto ciò che metaforicamente può essere rapportato alla progressione dell’esistenza umana in questo creato, alla continua, instancabile ricerca di un punto conclusivo, pieno, completo e realizzante ma mai del tutto raggiungibile (come un asintoto matematico), è argomento filosofico, anche scientifico certamente, ma direi soprattutto poetico. Nascita e divenire, l’andare sempre più in là, non per sapere ma per scoprire e mettere in luce angoli segreti di sé che solo con il progredire e con la maturazione interiore lungo la propria linea di storia umana e terrena è possibile verificare ed esternare. E quando la poesia diventa, giustamente, veicolo di questa testimonianza di progressione interiore, di ricerca, allora il connubio tra la propria storia, materiale e spirituale, sociale e culturale, diventa saldissimo, un tutt’uno con la propria persona. In questo caso non si può più prescindere l’uomo dalla poesia e, viceversa, la poesia dall’uomo: è tutta la persona poetica che si muove, verso…
In Lello Agretti c’è sempre stata questa progressione, fusa armonicamente nella sua personalità. La sua ricerca è emblematica, basti pensare ai titoli dei suoi testi poetici: per esempio “Da Oriente a Occidente”, che è stato il suo primo libro; e poi quest’ultimo: “Cammino per cammino”. Dunque, mai come in Agretti è vera la coraggiosa asserzione di poco prima: non si può prescindere l’uomo dalla poesia e, d’altro canto, non è possibile neanche il contrario, perché è proprio l’Agretti–poeta, l’Agretti–filosofo, l’Agretti–ricercatore, che va avanti, va verso, non portandosi sulle spalle la sua poesia, quale strumento o mezzo per dire e per raccontare agli altri, bensì essendo lui stesso manifesto e messaggio poetico–filosofico, nella comunione completa e ormai indistinguibile tra il sé uomo di questa terra e il sé poeta transeunte dalla materia accertata alla verità sfuggente e asintotica del là, verso…
Ma venendo a quest’ultimo lavoro di Lello Agretti, “Cammino per cammino”, ed addentrandoci maggiormente nella realtà poetica che il nostro ha elaborato in questo recente ed elegante volumetto, possiamo affermare che la prerogativa principale del suo dettato resta il lavoro quasi certosino sulla parola e sull’intenzione, sul messaggio ad essa affidata, fin quasi a volere con essa raggiungere e forse oltrepassare il limite fisico e materiale dell’uomo, in una visione senza dubbio escatologica che pone nella parola poetica stessa, la speranza ed il respiro, anzi il sospiro, liberatorio e gratificante: il raggiungimento della verità. E’ un percorso duro, sofferto, “cammino per cammino”: “Che senza nome io giunga / non sconcerti: / s’apre il sentiero / cammino per cammino / da sempre / a sempre.”
Lello Agretti ama l’essenziale, e in tutta la sua attività letteraria è stato sempre restio ad una certa ridondanza o sovrabbondanza di esercitazione poetica divulgata, per cui non sono molti i libri pubblicati. E’ più importante, per lui, ed ha ragione, raggiungere o perlomeno tendere alla pienezza dei significati e degli intendimenti poetici, per quanto possa risultare estremamente arduo e laborioso, partendo dal poco a disposizione ma riversando in esso tutta la propria coscienza letteraria, tutta la propria “ispirazione”: “Posso approdare dove voglio / posso volendo cambiare scarpe / farmi orma diversa diverso sentire. / Posso perché posso / volare in altro corpo / divenire voce e / in ogni voce / essere”.
E’ poesia di riflessione, quella di Lello Agretti, di intima domanda sul perchè delle cose, ma soprattutto sul dove: in questo marasma sconfinato di materia e accaparramento di potere che è divenuto il pianeta, nessun punto di riferimento preciso può dare tranquillità e serenità, pienezza e speranza, e questo continuo ricercare la verità, questo indispensabile interrogarsi sul proprio divenire, è reso quanto mai evidente nei versi dell’Agretti, come in “Odissea”: “Fissato nord / vele d’Itaca all’albero / stanotte passerò / sopra acque morte e putride. / Avanzerò / col mio petto d’albatro / onda diverrò che da onda forza prende / mi spingerò / mi farò dilagante bellezza / impresa degna della vostra solitudine / sarà stanotte sarà / odissea.
Non c’è dunque un punto, ma una spiaggia, un lido, una casa da cui partire. Da Oriente a Occidente. Cammino per cammino. Un incessante movimento che inizia in un dove/quando imprecisato e prosegue indefinitivamente, spogliando il sentimento e la parola fino all’essenziale, fino a mostrarne la segreta verità, la nascosta speranza: “Se una cara abitudine / soccombe alla sorte / non solo la via / muore intero un paese. / Ma se intorno è rovina / se domani già devi / mutar geografia / pure resta negli occhi / segreto un cappello / quell’andar fuggitivo / la vertigine per giungere a sera / la scienza dell’anima.”
Lello Agretti è dunque poeta autentico, e mai come in questa sua recente raccolta dimostra una padronanza sicura e profonda della parola poetica, la sua abilità nel costruire e strutturare versi che hanno una grande capacità di suscitare le giuste emozioni e immagini nel cuore del lettore. La raccolta è inoltre impreziosita con una sorprendente integrazione di disegni di Andrea Sparaco, riportati in seconda parte, e quindi non alternati alle poesie, scelta che suggerisce intelligentemente non una mera divisione fra le due espressioni artistiche, poesia e disegno, ma piuttosto una complementarietà importante, nel rispetto di una autonomia che però prevede un’armonica ed equilibrata “collaborazione” tra le due manifestazioni artistiche.

Cammino per cammino”, poesie di Lello Agretti, disegni di Andrea Sparaco. L’arcael’arco Edizioni, Nola, 2010.

Giuseppe Vetromile
24/12/10

23 dicembre 2010

La cassettina di chinino, di Carmen De Mola

Pubblichiamo volentieri, in occasione del Natale, questa bella poesia della poetessa Carmen De Mola, di Polignano a Mare, provincia di Bari. Carmen De Mola è docente di materie letterarie, ma soprattutto poetessa validissima, attenta alle problematiche sociali, vincitrice di numerosi ed importanti concorsi letterari. Questa sua intensa lirica sul Natale, "La cassettina di chinino" dimostra ancora una volta come la poesia di Carmen De Mola, ben strutturata, con un linguaggio colto e nello stesso tempo armonioso, riesca ad evidenziare il conflitto tra gli stereotipi, i pregiudizi, lo squallore, le miserie, ed un mondo più umano e più giusto, che si possa indicare ad esempio soprattutto ai nostri ragazzi: "Mio figlio non ha più parole. Prende il piccolo Gesù, / gli fa una culla fra le mani e piano se lo porta al petto".

La cassettina di chinino

Lo scopro nella cassetta di metallo del chinino
di mio nonno, malato di malaria, in Albania.
Le mani smozzicate dai tarli e la testina bruna,
galleggiano su uno straccetto di velluto rosso.
E’ il Bambinello che la mamma - da bambina -
portava in processione nella casa cantando
“Tu scendi dalle stelle”.
Quattro sorelle e tanta fame per un Natale di guerra
da festeggiare a persiane chiuse e un orecchio teso
alla sirena per scendere nell’inferno dei senza tetto e senza festa.
Le galline sul terrazzo, un pugno di zucchero e farina
della borsa nera: una torta rabberciata sul braciere.
Maria che sogna un cappotto rosso, che non sia di stoffa rivoltata;
Nenetta delle calze, Gina una maglia che non pruda troppo,
Memena un po’ di carne al sugo - visto che è Natale -.

Mio figlio osserva il Bambinello, gli parlo del bisnonno.
Ripenso a nonna Antonia, alla sua casa restaurata,
ai tufi ripuliti, alle chianche che oggi costano una cifra.
Rabbrividisco al vento che spira fra questi punti cardinali:
potere e poi ricchezza, bellezza e
salute ad ogni costo, per giorni tronfi di certezze
che negano a Dio cittadinanza.
Eppure in questa casa rifulge la fede di mia nonna;
o forse è un miracolo di lei tornata viva,
l’improvvisa apparizione del piccolo Gesù,
sopravvissuto ai tanti naufragi di famiglia .

E mi sembra per un attimo s’incarni la Speranza
fra le mani paffute di mio figlio.
Ma lui - senza giri di parole -mi dice
che “è ormai vecchio il Bambinello, anzi da sostituire”-
Gli rispondo che mi piace invece tanto,
con gli occhi a mandorla di vernice nera:
somiglia a Luca, due volte partorito da sua madre
che non lo volle abortire, anche se – le dissero - sarebbe stato down.
E - a guardarlo attentamente - questo Bambinello
ricorda lo zingaro che lava i parabrezza:
e indossa persino panni sporchi e stinti,
come i mille disperati sui gommoni a Lampedusa.

Mio figlio non ha più parole. Prende il piccolo Gesù,
gli fa una culla fra le mani e piano se lo porta al petto.

Carmen De Mola

19 dicembre 2010

La Mostra pittorica di Luigi Franzese a Napoli

Si è inaugurata sabato 18 dicembre a Napoli, presso l’antisala dei Baroni al Maschio Angioino, la Mostra antologica del pittore Luigi Franzese, intitolata “Del Vesuvio Franzese”. L’artista, molto apprezzato per l’originalità delle sue opere, prodotte con una tecnica singolare che riconduce all’incessante trasformazione della terra e in particolare alla terra del Vesuvio, emblematicamente raffigurato in tantissimi suoi quadri, ha saputo esporre con intelligenza tutto il suo excursus artistico e culturale, creando un’atmosfera di colori e di emozioni molto gradevole e di sicuro impatto. La mostra, che è stata allestita da Santino Campagna e Giovanni Franzese, resterà aperta fino al 3 gennaio 2011. All’inaugurazione hanno preso parte i critici Vito Maggio, curatore della rassegna, il prof. Santino Campagna dell’U.N.A.M.S. di Roma, e la prof.ssa Antonella Nigro, presidente del Centro Studi Hemera.
Di Luigi Franzese hanno scritto storici e critici d’arte di chiara fama: Giulio Argan ha ammirato la finezza e la preziosità della sua arte. Filiberto Menna ha sottolineato l’indubbia maturità e il contributo tutto particolare arrecato nel contesto di un ritorno della pittura. Franco Solmi ha evidenziato le ragioni della propria desiderante, ambigua modernità.

12 dicembre 2010

Un incontro dedicato alla poesia di Emilio Merone

Si aspettava da tempo un importante appuntamento letterario per onorare e commemorare la vita e l’opera di un personaggio illustre di Sant’Anastasia: Emilio Merone. Lo abbiamo visto “rinascere” attraverso il diligente ed accurato lavoro del prof. Enrico Di Lorenzo. Venerdì 10 dicembre scorso si è svolto infatti a Sant’Anastasia, nell’Aula Consiliare, un incontro dedicato al nostro Poeta e latinista, scomparso il 4 maggio 1975 a Sant’Anastasia, città in cui nacque il 2 agosto 1916. L’opera del Di Lorenzo è preziosa e meritoria, in quanto l’autore ha raccolto in un solo volume tutto il “corpus” poetico di Emilio Merone, volendo offrire al lettore un testo unitario che ripercorre tutto l’arco di tempo del poeta anastasiano, corredando ogni testo poetico latino anche con una traduzione in italiano.
Del volume “Emilio Merone, Poesie e Carmina”, Cuzzolin Editore, Napoli, hanno ampiamente discusso, durante l’incontro, i professori Aniello Montano, dell’Università di Salerno; Mario Dura, docente di lettere nei Licei; Raffaele Urraro, docente e critico letterario, ed infine lo stesso Enrico Di Lorenzo. La poesia del Merone è stata ampiamente illustrata nei suoi molteplici aspetti, sia in riferimento alla donna e alla famiglia (Mario Dura), sia in relazione alle modalità espressive (Raffaele Urraro: ironia e satira nella poesia di Emilio Merone), e sia in relazione alla sua città natale (Enrico Di Lorenzo: il poeta Emilio Merone e Sant’Anastasia). Il prof. Aniello Montano ha moderato gli interventi, che si sono conclusi con una breve e commovente testimonianza del dott. Antonio Merone, figlio del nostro Poeta.
All’incontro, patrocinato ed organizzato dall’Amministrazione Comunale di Sant’Anastasia, ha preso parte la dottoressa Veruska Zucconi, assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura, la quale ha introdotto e presentato gli ospiti relatori. Numeroso e attento il pubblico in sala, tra cui molti componenti della Famiglia Merone, amici letterati ed operatori culturali.

8 dicembre 2010

Premio Letterario "Città di Mesagne" 2010: i vincitori

L’Associazione Culturale “Solidèa 1 Utopia” comunica l’avvenuta premiazione, il 5 dicembre scorso, della fascia Inediti del Premio Letterario Nazionale “Citta’ di Mesagne”.
Secondo il programma, nella cornice del Teatro Comunale, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale ed il contributo di privati, ha avuto luogo la manifestazione che, diventata ormai un appuntamento annuale con la cultura, ha visto vincitori:
- 1°Premio per la Poesia - (600 Euro), Giuseppe Vetromile ( Madonna dell’Arco - NA), con la lirica “Si sta sempre sotto il cielo”.
- 2° Premio (250 Euro), Benito Galilea (Roma) con “Il giorno che va via nel cielo”.
- 3° Premio, Filippo Marzii, di Statte (Taranto) con il componimento “Tra il Bene e il Male”.
- 1° Premio per la Narrativa (600 euro) , con il racconto “Il giorno prima”, Silvana Aurilia (Napoli).
- 2° Premio (250 Euro), per “Ritorno”, Silvana Servetti (Cairo Montenotte – SV).
- 3° Premio, con “Scalando le pianure”, Pierluigi Vergari, di Schio (Vicenza), Finanziere.
Per la Sezione Teatro, 1°Premio (600 euro) al dramma “Io non dimentico”, di Giovanna Liotti, di Piacenza.
- 2°Premio (250 euro) alla commedia “Soprattutto l’onore!”, di Giacomo Giusto Ripari, di Palermo.
- 3° Premio ex-aequo a Vincenzo Sardiello, di Francavilla F.na (BR), con “Scacco al Re”,
ed a Anna Rita Pinto (Roma), con “L’ultima cabina”.
Per il settore Giovani (categoria “B”), si sono aggiudicati: il 1°Premio Poesia (250 Euro), Nunziatina Licari, di Randazzo (CT), con “3 Maggio”; il 2° Premio, Vito Ricchiuto, studente del Liceo Classico “Socrate” di Bari, con “Giorni di musica”.
Nella Sezione Narrativa “B”, sono stati attribuiti: il 1°Premio al racconto breve “Paura in fondo al mare", della giovanissima Alessandra De Bonis, di Mesagne, premiata dalla famiglia Franco Luparelli. Il 2°Premio a “Oltre l’ombra”, di Nunziatina Licari, di Randazzo (CT).
Segnalati: con i gemelli Andrea e Marco Zuccaro, Daniele Rolli, 14 anni, di Mesagne, la Scuola Secondaria di 1°grado “Dante Alighieri” di Pantelleria (Trapani), per la partecipazione studentesca più numerosa, premiati dalla signorina Ada De Vicienti, dalla Pro Loco e dal fotografo Gianni Laforgia.
Attori della stessa “Solidea”, preparati da Rita Greco, hanno dato lettura dei brani vincitori.
La Giuria, coordinata dai responsabili dell’Associazione, era composta dai signori: prof.ssa e poetessa Anna Santoliquido, di Bari; poeta Michele Caccamo, di Reggio Calabria; artista e poetessa Tiziana Cera Rosco, di Milano; poeta Girolamo Grammatico, di Roma, prof. Roberto Alfonsetti, di Mesagne, per la Poesia. Artista e scrittore Maksim Cristan, della Feltrinelli Ed.; prof. Adriano Pettograsso, Dirigente dell’Istituto “Mons. Armando Franco”, d.ssa Maria Concetta Campana, psicologa e psicoterapeuta; prof.ssa Giulia Franco Luparelli, Consigliera Comunale Mariella Vinci, delegata alla Biblioteca Comunale di Mesagne, per la Narrativa. Per il Teatro: il prof. Luigi Santoro, dell’Università di Lecce; il direttore del Centro Studi “Raffaele Protopapa” Franco Ciardo, di Lecce; la scrittrice e regista di Siracusa, prof.ssa Anna Messina; l’attrice Sara Bevilacqua, di Brindisi; la d.ssa Maria De Guido, Assessora alla Cultura-Sport e Spettacolo del Comune di Mesagne.
Nella circostanza, con i Volontari di Solidea, hanno collaborato: la Biblioteca Comunale, la Banca Mediolanum, con il referente dott. Mino Argentieri, e l’artista Rosaria D’Errico, coordinati da Claudia Quaranta.
Con la presentazione di Michela Moliterni ed Enzo Dipietrangelo, hanno animato: con un testo di P. P. Psolini, Maksim Cristan, Daria Spada e Rita Greco; con pregevoli interventi musicali, i maestri Francesco Del Prete (violino), Giorgia Santoro e Vito De Lorenzi, i quali hanno proposto originali strumenti e composizioni medievali.
Una iniziativa socio-culturale che ha incontrato anche per questa edizione il favore di partecipanti da ogni regione d’Italia, mentre parte la IX edizione e viene avviata la contemporanea valutazione degli editi, che saranno premiati nel contesto dell’estate mesagnese.

26 novembre 2010

"Pimmicella e la Comunità", il nuovo romanzo di Francesca Picone

Pimmicella, “la pulce che salta”, “la bambina che non ha la mamma”, ne farà di strada dall’ultimo banco di scuola. Tirata su da una nonna sapiente e da una babysitter che nel momento della separazione le regala la sua prima esperienza di libertà: attraversare la strada da sola. Pimmicella inizia a sondare la realtà già da piccolissima con coraggio e curiosità, manovrando persino i suoi sogni, nella dimensione visionaria tipica dell’infanzia. La ricerca costante delle ragioni della morte della madre, la accompagna fino al termine dell’adolescenza, durante la quale aderisce alla Comunità – un aggregato di giovani segnati da esperienze singolari – in cui decide di investire il suo impegno verso l’altro. Ma quella stessa Comunità diverrà in seguito uno strumento critico di analisi delle ideologie consolatorie – il ribellismo sessantottino, le religioni, l’assistenzialismo – di cui in un primo momento aveva accolto gli stimoli.

Con questo suo primo romanzo, vincitore del Concorso Letterario Nazionale “Giri di parole” 2010, indetto dalla Navarra Editore, Francesca Picone esordisce nel mondo letterario già con ottimi consensi e critiche lusinghiere. Un romanzo che è senz’altro autobiografico, ma che fa riflettere molto sulla necessità della ricerca interiore e sugli interrogativi più profondi dell’animo umano, lungo un percorso di emancipazione e di piena realizzazione di sé.

Francesca Picone è nata a Napoli nel 1972, vive immersa nella meravigliosa natura di una campagna laziale.

Francesca Picone, “Pimmicella e la Comunità”, Navarra Editore, Palermo, 2010, euro 10.

24 novembre 2010

Al via la terza edizione del Concorso Nazionale di poesia e narrativa "Il filo della memoria"

Con un lieve ritardo, ma con una interessante novità, parte la terza edizione 2010/2011 del Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Il filo della memoria”, ideato per far convergere l’attenzione sul mondo degli anziani e sui valori ad esso legati, sulla memoria e sui ricordi. Il concorso, come si sa, è patrocinato interamente dal Comune di Sant’Anastasia ed è organizzato dal Centro Sociale Anziani di Madonna dell’Arco con la stretta collaborazione del Circolo Letterario Anastasiano di Giuseppe Vetromile. Dicevamo delle novità di questa terza edizione, che consistono nello sdoppiamento del concorso in due sezioni distinte, una riservata alla poesia e l’altra alla narrativa, sempre con opere inedite. Il Comune di Sant’Anastasia attribuirà dunque due medaglie d’oro, che andranno rispettivamente ai vincitori del primo premio di poesia e di narrativa. La partecipazione, come sempre, è libera e gratuita, e non è richiesta altra condizione particolare, né di cittadinanza né di età, se non quella che gli elaborati debbano essere scritti in lingua italiana.
La giuria, presieduta da Giuseppe Vetromile, esaminerà i testi anonimi e proclemerà i vincitori e gli eventuali segnalati non appena saranno terminate le valutazioni, a chiusura del concorso, prevista per il 15 febbraio del 2011.
Ricordando che la seconda edizione ha visto la partecipazione di ben 418 autori, provenienti non solo da tutte le regioni d’Italia ma anche dall’estero, è auspicabile un analogo se non maggiore successo, e questo grazie anche alla trasparenza, all’importanza e alla serietà del progetto.
Si desidera inoltre ringraziare anticipatamente i giornali, i media, le vicine istituzioni, le associazioni del territorio, gli stessi autori partecipanti, e tutti coloro che vorranno gentilmente segnalare, diffondere e sostenere questo evento, divenuto ormai un importante appuntamento culturale del Centro Sociale Anziani di Madonna dell’Arco e della Città di Sant’Anastasia.
Ulteriori notizie e regolamento completo sul sito del Concorso: http://concorsofilodellamemoria.blogspot.com/.

20 novembre 2010

Salviamo il Villaggio Preistorico di Nola

L’abbandono e il degrado dei nostri tesori artistici ed archeologici è divenuto ormai un argomento di discussione doloroso in questi ultimi tempi. Tagli ingiustificati e generalizzati alla cultura e alla ricerca, uniti al disinteresse generale, alla cattiva gestione e, in molti casi, ad aberranti atti di vandalismo, stanno causando la rovina di tantissimi siti di immenso valore storico e archeologico, ed è emblematico, ultimamente, il caso di Pompei.
Ma dalle nostre parti c’è un altro sito archeologico importantissimo: il Villaggio Preistorico di Nola, la cosiddetta Pompei della Preistoria. Si tratta di uno straordinario sito archeologico dell’Età del Bronzo Antico, seppellito dall’eruzione del Vesuvio detta delle Pomici di Avellino (1860 – 1680 a.C.). L’eccezionalità del ritrovamento di Nola, unico al mondo, è dovuta al fatto che le capanne, sepolte dall’eruzione vulcanica, si sono conservate attraverso il loro calco nel fango e nella cenere che le ha inglobate, sigillando anche tutte le suppellettili che si trovavano nelle stesse al momento del disastroso evento. Per la prima volta è stato così possibile comprendere la forma che avevano queste costruzioni. Si tratta di una straordinaria fotografia di una laboriosa comunità preistorica cancellata dalla forza distruttrice del Vesuvio. Dallo scorso giugno 2009, il sito è chiuso al pubblico a causa del completo allagamento dell’area delle capanne, dovuta all’innalzamento di una falda acquifera che rischia di far scomparire una testimonianza unica al mondo.
E’ in corso una petizione al Presidente della Repubblica, affinchè il Villagio Preistorico di Nola non venga abbandonato e si riescano a trovare tutti gli strumenti idonei al suo completo recupero.

5 novembre 2010

Il Bicentenario del Comune di Sant'Anastasia

1810 - 2010: Il Comune di Sant'Anastasia compie 200 anni.
Il Regno di Napoli tra il febbraio 1806 ed il maggio 1815 fu retto da due francesi: Giuseppe Bonaparte, fino al maggio 1808, e Gioacchino Murat, fino al maggio 1815, rispettivamente fratello e cognato di Napoleone. Entrambi figli della Rivoluzione Francese, attuarono la riorganizzazione del Regno con radicali interventi di riforma della società meridionale basati su modelli della Francia napoleonica.
La legge nr. 130 del 2 agosto 1806 aboliva la feudalità e la nr. 132 dell’8 agosto 1806 sanciva un nuovo assetto organizzativo del Regno con la ripartizione del territorio in 13 province.
Un atto politico che istituisce la provincia di Napoli, cui faranno seguito in pochi anni dal 1806 al 1811, altri decreti con i quali si delimitano e nominano in dettaglio i Distretti, i Circondari, nonché i Comuni della nuova Provincia.
In tale contesto storico, Sant’Anastasia acquisisce la propria autonomia da Somma, prima con l’abolizione del Mastro Mercato che la legava alla giurisdizione sommese, successivamente con la concessione di una fiera di Pentecoste da tenersi nello spazio antistante la Chiesa di Madonna dell’Arco, fino ad arrivare all’istituzione del Comune autonomo.
(Lucia Aiello).
Il 27 ottobre 2010 è stato presentato in Sala Consiliare, alla presenza del Sindaco e dell’intera Amministrazione Comunale, il programma degli eventi per la celebrazione del Bicentenario.
Le principali tappe, che saranno via via dettagliate, consistono in una serie di eventi complessi di carattere culturale, artistico, politico e sociale, che termineranno il 2 giugno 2011, festa della Repubblica, e in concomitanza delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
La Direzione Artistica degli eventi del Bicentenario è stata affidata al dottor Luigi De Simone; il Comitato Tecnico è composto dalla professoressa Lucia Aiello, dal dottor Luigi Cautiero e dal Sig. Francesco Magnetta.

I risultati del Premio Rolando Editore 2010

La Giuria del Premio Rolando Editore 2010, presieduta da Mario Testa, e composta dai giurati: M. Allocati Cassola, M. Auletta, S. Aurilia, I. Curcio, D. Gimmelli, G.M. Guaccio, L. Pagano, R. Palladino, R. Perrotti, G. Vetromile, ha stabilito la seguente graduatoria di vincitori:

Premio Rolando Poesia
Primi Premi: 1 Adriana Torre, Napoli. 2 Annamaria Cardillo, Roma. 3 Tristano Tamaro, Trieste.

Premio Partenope (a pari merito): Marcella Ferraro, Giovanni Pizzutelli, Anna Bartolomucci, Dolores Scippacercola, Vittorio Morrone.

Premio Tirreno (a pari merito): Virginia Notarpasquale, Simona Acanfora, Armando Bettozzi, Maria Garofalo, Elisabetta De Sio, Agnese Verdi, Lia Sacchini.

Menzioni (a pari merito): Domenico Cuccari, Antonella Cantatore, Rosario Galdi, Francesca Pagano, Maria Accuncia.

Premio Rolando Giovani (poesia): 1 Giulio Liguori, Napoli. 2 Marta Zocchi, Roma. 3 Adriano Orfeo, Napoli.

Premio Rolando Narrativa
Primi Premi: 1 Maurizio Crispino, Cardito di Napoli. 2 Marco Biondi, Napoli. 3 Nadia Gioconda De Stefano, Carbonara Scrivia (Alessandria).

Premio Partenope (a pari merito): Gabriella Pozzi, Mario Pironti, Luisa Gregori, Raffaele Messina.

Premio Tirreno (a pari merito): Marina Mensitieri, Ruggero Ruggiero, Lia Sacchini, Margherita Cipullo.

Premio Rolando Poesia in Lingua Napoletana: 1 Fausto Marseglia, Napoli. 2 Vincenzo Porfito, Napoli. 3 Vittorio Argo, Napoli.

Premio Partenope: Pasquale Galluccio.

Premio Tirreno (a pari merito): Giuseppina Califano, Mariacarla Rubinacci.

La premiazione sarà effettuata il 14 novembre 2010 presso il Convento dei Padri Passionisti di Napoli, ore 17.00, via Santa Maria ai Monti – Napoli.

31 ottobre 2010

Il Premio di Poesia "Il presepe" a Pesche

Torna per il settimo anno consecutivo il Premio di Poesia “Il Presepe”, nell’ambito delle manifestazioni culturali natalizie organizzare dall’Associazione Turistica e Culturale “Pro-Pesche” con il patrocinio del Comune di Pesche (IS).
Il Premio si articola in due sezioni: A - Poesia adulti; B - Poesia riservata ai ragazzi fino a 17 anni. Per entrambe le sezioni il tema è “Il Presepe”.
Si partecipa facendo pervenire entro il 30 novembre, uno o due componimenti inediti in 7 copie, tutte firmate e con nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico, al seguente indirizzo: Associazione Turistica e Culturale “Pro-Pesche”, Piazza Roveto 86090 Pesche (IS). Ai fini della realizzazione dell’antologia, si prega di inviare i testi anche in formato elettronico all’indirizzo prolocopesche@virgilio.it
Per la sezione B va indicata anche la data di nascita. La partecipazione è gratuita.
Premi: Sez. A - 1° premio: € 300,00 e targa; 2° premio: targa; 3° premio: targa; eventuali segnalazioni: attestati. Sezione B - 1° premio: € 100,00 e targa; 2° premio: targa; 3° premio: targa; eventuali segnalazioni: attestati. Premiazione: Pesche, sala-teatro dell’edificio scolastico, via Giovanni XXIII, 6.1.2011 ore 16,00. I premiati dovranno ritirare personalmente i premi loro assegnati.
Giuria: Amerigo Iannacone (Presidente), Barbara Avicolli, Maria Benedetta Cerro, Giovanna Maj, Giuseppe Napolitano, Marilena Di Lollo (segretaria). Informazioni, tel. 0865.46.01.30 - 349.69.07.787, fax: 0865.46.03.63, posta elettronica: prolocopesche@virgilio.it

30 ottobre 2010

Secondo Tempo e l'"Opera unica" di G. B. Nazzaro

Il numero 40 della nota Rivista Letteraria napoletana “Secondo Tempo”, diretta da Alessandro Carandente, è stato dedicato al poeta Gian Battista Nazzaro, e parallelamente è anche uscito il volume “Opera unica”, Marcus Edizioni, che racchiude circa cinquant’anni della sua intensa attività letteraria e poetica. Rivista e libro sono stati presentati nella sala conferenze del Maschio Angioino a Napoli venerdì scorso 29 ottobre.
Ad introdurre e presentare la lunga carriera poetica di Nazzaro, è stato Alessandro Carandente, mentre Carlo Di Legge e Raffaele Urraro sono poi intervenuti con alcune loro riflessioni. Ha concluso lo stesso G. B. Nazzaro.
Dedicare un numero monografico della rivista a Gian Battista Nazzaro è stato un atto di affettuoso e doveroso riconoscimento nei confronti di un poeta e di un intellettuale che ha profondamente inciso nella vita letteraria napoletana a partire dagli anni Sessanta. Egli è stato infatti uno dei principali protagonisti dell’avanguardia ed ha apportato notevoli contributi al Futurismo con molti studi e saggi. Ricordiamo inoltre il suo recente studio sulla poesia campana con il libro “Poeti in Campania 1944 – 2000”, Marcus Edizioni.
Il numero monografico di Secondo Tempo su Gian Battista Nazzaro contiene i contributi di: Luciano Anceschi, Alessandro Carandente, Marcello Carlino, Antonio Davide, Carlo Di Legge, Carlo Di Lieto, Pablo Echaurren, Umberto Eco, Sergio Lambiase, Antonio La Penna, Alfonso Malinconico, Giulia Niccolai, Gerardo Pedicini, Lamberto Pignotti, Ugo Piscopo, Claudia Salaris, Edoardo Sanguineti, Adriano Spatola, Luigi Squarzina, Silvia Danesi Squarzina, Raffaele Urraro, Mario Verdone, Glauco Viazzi, Salvatore Violante e Ciro Vitiello.
Il libro “Opera unica” di G. B. Nazzaro contiene le sillogi: “Di un evento”, 1964–1969; “Dire”, 1969–1973; “Essere”, 1969–1973; “Melusina”, 1976–1997; “Mitologie”; “Dal Taburno (Sinopie)”, 2008–2010.
Erano presenti all’incontro, tra gli altri, anche gli amici poeti Eugenio Lucrezi, Gerardo Pedicini, Ugo Piscopo, lo studioso Carlo Di Lieto, il pittore Luigi Franzese e il sottoscritto.

Alcune foto dell'incontro:


Il poeta Gian Battista Nazzaro

(Da sx a dx): G.B. Nazzaro, Vetromile, Carandente
(Da sx a dx): Carlo Di Legge, G.B.Nazzaro, Carandente
(Da sx a dx): Ugo Piscopo, Gerardo Pedicini, Eugenio Lucrezi, Alessandro Carandente, Raffaele Urraro, Luigi Franzese, Vetromile e Carlo Di Legge. Seduto: G.B. Nazzaro

24 ottobre 2010

"Al di là del labirinto", la nuova Antologia delle Edizioni L'Arca Felice

Stelvio Di Spigno, Francesco Iannone, Rossella Luongo, Marisa Papa Ruggiero, Ugo Piscopo, Raffaele Urraro e Giuseppe Vetromile sono i sette poeti inseriti in questa nuova antologia delle Edizioni L’Arca Felice di Salerno, curata da Mario Fresa e intitolata “Al di là del labirinto”. E’ un ottimo e interessante volumetto, contenente all’interno anche alcuni studi e disegni di Leonardo da Vinci, che rendono più preziosa la tiratura in 250 esemplari numerati.
L’Antologia, che è la venticinquesima pubblicazione della Collana “Coincidenze”, è stata curata dal poeta Antonio Spagnuolo, che ha redatto l’introduzione e le approfondite note critiche di presentazione dei sette autori, ai quali è stato concesso un considerevole spazio, circa otto pagine ciascuno.
Al di là del labirinto” è un’Antologia ideata per far dialogare voci forti ed eterogenee, capaci di interrogare i molteplici “labirintici” aspetti della realtà, nella prospettiva di una comune costruzione che offra, come un variegato mosaico, una moltitudine di sguardi, di visioni, di risposte che si trasformano in nuove e infinite domande.
"La potenzialità dei testi proposti – leggiamo inoltre nella interessante prefazione di Antonio Spagnuolo – ha una virtualità performativa che apre combinazioni diverse, nella fantasmagorica scena proiettata su ruotanti fondali, definiti margini costanti, per pagine di rara intensità, che commuovono, perché mostrano l’io dissestato e sofferente, espresso nei termini del dolore fisico e spirituale, che guarda all’altro, o a lei, o all’infinito, per costruire qualcosa di nuovo nella voce impastata tra realtà e immaginazione".

"Al di là del labirinto", antologia di arte-poesia, a cura di Antonio Spagnuolo. Edizioni L'Arca Felice, Salerno, 2010

23 ottobre 2010

Il Concorso Letterario "Progetto scriviamo noi" a Castiglione del Lago

Si è svolta lo scorso 25 settembre nella Sala del Consiglio Comunale della splendida cittadina di Castiglione del Lago, l’undicesima edizione di un interessante concorso letterario denominato “Progetto scriviamo noi”.
L’evento è organizzato dal gruppo di lettura “Magia della parola”, di cui fanno parte Wanda Despinoix, Rosella Rossi, Marco Rosadi e Giulia Ivanov.
Il concorso prevede la partecipazione con un breve racconto inedito oppure di una riflessione su argomenti di attualità o esperienze personali. Le sezioni sono 3, a seconda della fascia di età dei partecipanti (giovani da 11 a 13 anni, giovani da 14 a 17 anni e adulti dai 18 anni in su).
La partecipazione è gratuita; per la sezione adulti sono previsti premi in denaro.
Quest’anno i vincitori della sezione Adulti sono stati:

Stefano Valacchi di Siena, primo premio, con il racconto “I 30 anni di Ernst”, con la seguente motivazione:
Oggi è inevitabile domandarsi se anche un ottuagenario possa ritrovare il tono e la freschezza di un trentenne. Sì, ma stiamo parlando dei trent’anni di «cartapesta» o di quelli veri?
Ragioniamo sulla “gioventù” siliconata di chi vorrebbe tornare giovane ad ogni costo, magari facendosi tirare la pelle, ormai avvizzita, con la prodigiosa «tecnica dell’elastico» neocapitalista.
Mario, alias Ernest, avverte quanto sia ingannevole l’ostentata “giovinezza” dei suoi coetanei (come lui ospiti di una casa di riposo), «farfalle che si muovono in un corridoio di vento». Farfalle, non più giovani leoni che ruggiscono a un orizzonte ancora aperto e vasto da conquistare.
Forse vorrebbe spiegarlo a una inserviente che lo tratta come un vecchio «piscia addosso» dalla tristezza contagiosa, ma preferisce tacere. Altri occhi leggono nei suoi una richiesta d’aiuto. E una mano gli carezza i capelli, un cuscino si bagna delle sue lacrime, un sorriso nasce da un sogno di felina maestosità.

Di questo racconto colpisce subito la forza rappresentativa di un’umana e intima riflessione scritta con l’inchiostro di una snella ironia che non dimentica il pudore e la delicatezza dei sentimenti.

Giuseppe Vetromile, secondo premio, con il racconto “Casa Vivenzio (oltre la loggia dei capperi)”, con la seguente motivazione:
Da una finestra enorme e altissima, un bambino non riesce a vedere il mondo che c’è oltre la loggia dei capperi e le montagne. “Qual è il dopo e l’Oltre?”, si domanda il piccolo abitatore di Casa Vivenzio. Peppino, il vecchio zio prete, lo sa di certo. Forse lo sanno anche le zie Ermelinda e Giulia.
Sfortunatamente, la caparbietà dei percome e dei perché scivola su domande senza risposta. Le giornate si rincorrono come le note di Chopin che zia Ermelinda suona al pianoforte, come le lezioni impartite dallo zio Peppino. E i punti interrogativi di «un’ipotesi mancante» restano ancora vuote zone d’ombra da colorare e riempire con la fantasia.
Trascorrono le ore, le stagioni e gli anni. Gli zii muoiono ma vivono ancora in Casa Vivenzio, nell’eco della voce infantile di un bambino che ora ha sessantacinque primavere. Adesso molte domande hanno avuto una risposta ma non servono più, non hanno più senso. E quello che resta, direbbe Amleto, è solo silenzio… O un canto celestiale che sconfigge la sordità.

Mistero e lontananza sono evocati da atmosfere e tonalità crepuscolari sfiorate da un elegiaco velo di poesia. Lo stile è plastico e incisivo.

Sergio Cellucci di Roma, terzo premio, con il racconto “Gli Imizighen e la terra degli uomini liberi”, con la seguente motivazione:
Viaggiatore malato d’Africa e non semplice turista, Sergio cerca nel Sahara l’equilibrio interiore e il miglior modo di vivere in armonia con se stesso. Dal suo zaino traboccano pazienza, curiosità, voglia di sapere. Bramoso di conoscere, incontra i nomadi della sconfinata distesa bionda e rovente, che brulica di vita multiforme.
Nel deserto «tutti sono nomadi, e l’unico sentimento che regna è la solidarietà». Fra le dune e il vento infuocato, tutti sono uniti nel combattere il Silenzio, crudele e incorporeo nemico che nessun fucile può uccidere. Un silenzio che, però, dà emozioni.
Sotto le ineffabili stelle del Sahara, ciò che nell’Occidente è nulla, - un bicchier d’acqua o una tazza di the alla menta - nel deserto è tutto. È la ricchezza di quella semplice e vera fraternità che non conosce razze, lingue e religioni.

Con una scrittura asciutta, elegante e fluida, l’autore fotografa e dipinge i colori del deserto, in cui cerca la libertà del cuore e la felicità dell’anima.


La foto: Una veduta panoramica di Castiglione del Lago, provincia di Perugia, sul Lago Trasimeno

Per ulteriori informazioni telefonare a Magia della Parola: 075/953339; 349.1670665; 340.8905107; e-mail: magiadellaparola@libero.it

"Parole in circuito", la nuova Antologia di Fermenti

Fresca di stampa la nuova Antologia dell’Editrice Fermenti di Roma, dal titolo “Parole in circuito” (sottotitolo “Fatti non parole”).
Si tratta di un volume antologico che raccoglie le voci poetiche di dieci noti ed apprezzati poeti: Domenico Cipriano, Stelvio Di Spigno, Francesco Filia, Antonio Fiori, Lucetta Frisa, Anton Pasterius, Raffaele Piazza, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile e Giuseppe Vigilante.
Gli autori che in questa sede sono stati selezionati – precisa Raffaele Piazza, curatore dell’antologia, – presentano poetiche tra loro molto eterogenee. Ci troviamo infatti di fronte ad un campione di significativi versificatori che, sviluppando vari discorsi, avendo stili completamente diversi l’uno dall’altro, raggiungono tutti esiti alti.
Ciascun autore è introdotto con una breve ma approfondita analisi della sua impronta poetica, ed inoltre una esauriente nota bio–bibliografica aiuta a meglio individuare la storia di ognuno. Una decina le pagine di testi poetici riservate agli autori.
E’ senz’altro un volume che offre ampi spunti di riflessione sui variegati percorsi poetici attuali, bene indicati nell’ottima introduzione del curatore, il poeta Raffaele Piazza.

"Parole in circuito" (Fatti non parole), Antologia Nuovi Fermenti nr. 4, Fermenti Editrice, Roma, 2010. Pagg. 150, Euro 18.00

14 ottobre 2010

Una leggenda chiamata Sole e Aratro, il libro di Davide Battipaglia

Nella vasta produzione letteraria attuale, che spazia dalla narrativa alla poesia alla saggistica, alle guide, e a quant’altro possa raggiungere il lettore con argomenti anche molto specifici e di settore, e indipendentemente dalla bontà e dalla qualità dei contenuti, dal momento che, grazie a Dio, al giorno d’oggi moltissime persone sono in grado di scrivere un libro, vuoi per l’ormai estesa diffusione della cultura generale, vuoi per la facilità di utilizzo di supporti tecnici adeguati, quali il computer, (altra cosa è poi la diffusione del libro una volta stampato), non è tuttavia per niente usuale trovarsi di fronte ad un testo veramente completo, direi esaustivo, e nello stesso tempo piacevole da leggere e finanche capace di far riflettere il lettore su molti aspetti della vita di tutti i giorni.
Quando ho ricevuto il libro “Una leggenda chiamata sole e aratro” dall’amico scrittore Davide Battipaglia, che ho avuto il piacere di conoscere ultimamente, ho subito pensato sulle prime che si trattasse di uno studio accurato e diligente, ma in fondo eccessivamente specifico e indirizzato a specialisti del settore, il che lo avrebbe reso, pensavo, non adatto ad un pubblico generico. Ma già leggendo le prime pagine, mi son dovuto ricredere. Il testo si lascia leggere con scorrevolezza e interesse, come un bel romanzo di avventure. Già, perché proprio di questo si tratta: di un romanzo di avventura, ma non solo, certamente.
Scrivere la storia di una persona senza cadere in facili cronachismi, sequele di episodi magari slegati tra di loro, resoconti diaristici, non è molto semplice, anche se la persona di cui si narra è un personaggio importante della vita politica e culturale di una città, di un’epoca. Anzi, proprio perché questa persona ha svolto un’importante e determinante attività politica nel corso della sua vita nell’ambito dell’amministrazione comunale di una cittadina, il compito dello scrittore, del narratore, è stato davvero arduo, a mio giudizio, per mantenere la necessaria imparzialità e obiettività nella descrizione delle tantissime situazioni sociali e politiche vissute dal protagonista. E tutto questo, senza appiattimenti, ma anzi vitalizzando sempre il narrato e tenendo sempre il lettore attento e interessato.
Stiamo parlando della vita privata e sociale di un personaggio che è stato sindaco di San Vitaliano, una cittadina che si trova tra Marigliano e Nola, per oltre cinquant’anni, quasi ininterrottamente, un vero record! Filippo Masi fu infatti sindaco di San Vitaliano dal 1944 fino al 2000, e rappresentò un punto di riferimento non solo politico, ma anche sociale e umano, per la sua cittadina, che amministrò sempre con serietà, competenza e, diciamolo pure, con amore. Ed è stato proprio grazie alle sue innate capacità amministrative, che Filippo Masi è riuscito a mantenere la guida della cittadina per tanto tempo; grazie anche alla sua grande disponibilità verso tutti, alla sua continua dedizione nei confronti dei cittadini, della gente di tutti i ceti sociali che in lui riponevano la massima fiducia e stima, vedendolo sempre pronto e in prima persona nella risoluzione dei tanti problemi di carattere sociale, umano e naturalmente anche politico.
Non staremo qui a riassumere tutti gli innumerevoli episodi esposti nel libro di Battipaglia, che illustrano il cammino umano e storico del sindaco Filippo Masi, il suo progredire e maturare come persona, come professionista e come amministratore lungo un periodo denso di avvenimenti sociali e politici che cambiarono il volto della nazione e della città, come ad esempio la difficile ripresa civile ed economica dopo l’ultimo conflitto mondiale, le ricostruzioni, il terremoto dell’ottanta, le trasformazioni dei grandi partiti della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista, ecc. Mi piace solo ricordare qui l’episodio della crisi sanitaria del 1960, quando in paese tantissimi si ammalarono di epatite C a causa di una infiltrazione di germi nella rete idrica della cittadina. Il sindaco Masi si prodigò in prima persona per aiutare la popolazione e per risolvere il problema dell’infiltrazione. In questa emergenza, il sindaco collaborò in modo attivo con l’allora ufficiale sanitario del comune, il dottor Aristide La Rocca, che, vorrei ricordare, è stato anche un grande ed apprezzato poeta del nostro territorio vesuviano, critico letterario e fondatore di una nota rivista letteraria.
Insomma, per concludere, giustamente si può parlare di romanzo, e non a caso questo interessante libro del Battipaglia è inserito nella collana di narrativa dell’Editore Guida.
Un libro, questo “Sole e aratro” di Davide Battipaglia, che è da apprezzare dunque soprattutto per il contenuto umano che si evidenzia negli aspetti narrativi legati alla persona di Filippo Masi, e poi anche per l’approfondita testimonianza storico–politica che rappresenta lo specchio di un’epoca che va dall’immediato dopoguerra fino ai giorni nostri. Inoltre, il libro ha il pregio di farsi leggere con scorrevolezza per il modo garbato e vivo, semplice ed immediato, ma anche approfondito e intenso, della scrittura dell’autore.

Giuseppe Vetromile

Davide Battipaglia, “Una leggenda chiamata Sole e Aratro”, Alfredo Guida Editore, Napoli, 2009.
Prefazione di Geronimo. Pagg. 321, Euro 15

Il libro è stato presentato il 13 ottobre 2010 presso la Biblioteca G. Siani di Sant'Anastasia. Relatore: Francesco Gravetti, giornalista de Il Mattino.

Si leggano in proposito gli articoli apparsi su "Ilmediano": http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=11212

4 ottobre 2010

La Quinta Edizione di "Napoli Cultural Classic"

PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA NAPOLI CULTURAL CLASSIC.
CONCORSO indetto dall’ASSOCIAZIONE CULTURALE NAPOLI CULTURAL CLASSIC
con i Patrocini della Diocesi di Nola e del Progetto Culturale

Art . 1 – Sono previste le seguenti sezioni:
A) POESIA a tema libero: a) Adulti; a1) Giovani (dai 18 ai 25 anni).
B) POESIA a Valore Religioso.
C) POESIA in Lingua Straniera.
D) SILLOGE di poesie.
E) NARRATIVA: e) Adulti; e1) Giovani (dai 18 ai 25 anni).
F) POESIA o NARRATIVA: riservata agli Studenti degli Istituti Superiori.

A) Poesia a tema libero in lingua italiana.
B) Poesia a valore religioso in lingua italiana a tema “Il volto dell’uomo”
(laddove il volto è inteso nella più ampia accezione del termine): nelle testimonianze del passato; nella constatazione del presente; nella percezione del futuro.
C) Poesia a tema libero in lingua straniera con traduzione.
Per le sezioni A-B-C:
Presentare un testo poetico inedito che non superi la lunghezza di trenta versi, in cinque copie dattiloscritte, tutte anonime .
D) Silloge di poesie inedita: presentare max 20 poesie che non superino complessivamente la lunghezza di seicento versi, in tre copie, tutte anonime.
E) Racconto a tema libero, inedito, in lingua italiana: presentare un racconto che non superi le tre cartelle dattiloscritte (5400 battute) in cinque copie, tutte anonime.
F) Gli Studenti possono partecipare con un solo elaborato individuale.
Poesia o Racconto a tema libero o a tema “Il volto dell’uomo” (laddove il volto è inteso nella più ampia accezione del termine): nelle testimonianze del passato; nella constatazione del presente; nella percezione del futuro. Presentare un testo poetico (lunghezza max trenta versi) o un racconto (lunghezza max tre cartelle dattiloscritte = 5400 battute) in lingua italiana, inedito, in tre copie dattiloscritte, tutte anonime.
Art. 2 - Si può partecipare a una sola sezione.
Art. 3 - Agli elaborati va acclusa, pena l’esclusione, la scheda di partecipazione ( scaricabile dal sito www.culturalclassic.it o da richiedere), compilata e firmata, in busta chiusa. Sulla busta va indicata la sezione a cui si partecipa specificando se Adulti o Giovani.
Agli Autori delle opere selezionate per la pubblicazione sarà richiesto l’invio del file in formato WORD per posta elettronica o su CD. Le opere inviate non saranno restituite.
Art. 4 - La partecipazione è gratuita.
Art. 5 - Le opere dovranno pervenire entro il 30 gennaio 2011 (farà fede il timbro postale) alla Segreteria del Premio “Napoli Cultural Classic” c/o avv. Carmine Ardolino – Via II De Siervo, 18 - 80035 NOLA (NA).
Specificare la sezione anche sul plico.
Per eventuali informazioni: organizzatrice e coordinatrice Anna Bruno, cell.338.8021032
E-mail: annabruno53@gmail.com
Art. 6 - L’operato dei componenti le Commissioni esaminatrici, i cui nomi saranno resi noti nel corso della cerimonia di premiazione, è insindacabile e inappellabile.
Art. 7 - L’intera silloge vincitrice, le opere premiate e una selezione delle opere pervenute saranno pubblicate sul sito www.culturalclassic.it ed incluse in un’Antologia.
Art. 8 - PREMI: Tutti i premiati delle sezioni A, B, C, D, E, F riceveranno premio personalizzato e copia dell’Antologia. Ogni Autore inserito riceverà una copia omaggio; l’Autore della Silloge vincitrice riceverà venti copie omaggio.
Sulla base del punteggio assegnato dalla Giuria, tra gli Autori vincitori del 1° premio nelle diverse sezioni, sarà designato un Vincitore Assoluto che sarà insignito di un ulteriore premio nel corso della Manifestazione conclusiva dell’Associazione che si terrà in data da definire, con obbligo di presenza, pena decadenza. Ulteriori premi saranno assegnati da Associazioni ed Enti locali.
Art. 9 - La cerimonia di premiazione si terrà indicativamente a fine maggio 2011, presso la Curia Vescovile in Nola.
Gli Autori premiati, ma assenti, avranno diritto solo all’attestato e a una copia dell’Antologia.
Art.10 - Informativa ai sensi della Legge 675/96 sulla Tutela dei dati personali:
ai sensi dell’art. 10: il trattamento dei dati è finalizzato esclusivamente alla gestione del concorso;
ai sensi dell’art. 11: con l’invio degli elaborati, il partecipante acconsente al trattamento dei dati personali.
Art.11 - La partecipazione al Concorso implica la completa e incondizionata accettazione di tutti gli articoli.
Il Consigliere organizzatore del Premio: Anna Bruno.
Il Presidente: Avv. Carmine Ardolino.

9 settembre 2010

I risultati del IX Concorso "Marilianum"

Si sono concluse le valutazioni della IX Edizione del Concorso Artistico-Letterario "Marilianum", ideato e organizzato da Vincenzo Cerasuolo, Presidente dell'omonima Associazione Artistica Culturale.
A questa edizione del concorso hanno partecipato in totale 96 Autori; per la sezione in lingua italiana i partecipanti sono stati 50; per la sezione in vernacolo: 25; per la narrativa: 13. I partecipanti per la sezione artistica di pittura sono stati 8.
Madrina dell'evento: Prof.ssa Maria Rosaria Di Rienzo.
Presentatrice : Poetessa Maria Estella Cartoni.

Composizione della Giuria:
Presidente: Prof. Franco Trifuoggi.
Componenti sezioni letterarie:
Prof. Lorenzo Cerciello, Prof.ssa Anna Mucerino, Prof. Antonio Perrone, Prof.ssa Nunzia Sbriglia, Poeta Giuseppe Vetromile
Componenti sezione pittura:
Artisti Santa Capasso, Enzo Devastato, Michele Mautone, Giuseppe Messina, Maria Rosaria Nappa.

I premiati:

Sezione in lingua
1° Premio a Fulvia Marconi di Ancona con la lirica “Un cesto di more e di fiori”;
2° Premio a Pasquale Balestriere di Barano d’Ischia (NA) con la lirica “Il treno”;
3° Premio a Vittorio Capuozzo di Napoli con la lirica “Padre”.
Menzioni d’onore a:
Antonio Fabozzi di Frattaminore (NA) con la lirica “Essere bambino”;
Alfonso Penza di Casalnuovo (NA) con la lirica “Papaveri”;
Antonio Foti di Barcellona P.G. (ME) con la lirica “Notte senza nome”;
Domenico Santangelo di Recale (CE) con la lirica “Quei bimbi di nessuno”;
Alberto Cerbone di Casoria (NA) con la lirica “Donna”;
Paola Cipolla di Roma con la lirica “Il respiro di madre”;
Amelia Valentini di Pescara con la lirica “Riva di solitudine”;
Maria Di Blasio Ricci di Teramo con la lirica “Briciole di un amore”;
Maria Pia De Martino di Napoli con la lirica “L’angelo che vide”;
Gerardo Valvano di Avigliano (PZ) con la lirica Le storie del nonno”.

Sezione vernacolo
1° Premio a Raffaele Galiero di Casalnuovo (NA) con la lirica “Nustalgia”;
2° Premio a Nino Cesarano di Nola (NA) con la lirica “’A vita è bella”;
3° Premio a Gabriella Maddalena Macidi di Malo (VI) con la lirica Se fusse…”.

Menzioni d’onore a
Paola Miele
di Sperone (AV) con la lirica “’O triato ‘e Napule”;
Vincenzo Russo di Napoli con la lirica “‘O stesso Dio”;
Elia Nese di Salerno con la lirica “’Uhe’ ciuoto”;
Luisa Lombardo di Nola (NA) con la lirica “Ombra”;
Salvatore Paolino di Modica (RG) con la lirica "L’urtimu risìu”.

Sezione narrativa
1° Premio a Rosa Speranza di Napoli con il racconto “Il morto ammazzato”;
2° Premio a Eugenia Grimani di Roma con il racconto “La strada”;
3° Premio a Amelia Valentini di Pescara con il racconto “Il maestro del presepio”.

Menzioni d’onore a:
Marco Managò di Roma con il racconto “I migliori anni”;
Athe Gracci Biasci di Pontedera (PI) con il racconto “Scrivo per me”;
Piero Gai di Feltre (BL) con il racconto “Bepi della buca”.

Sezione pittura
1° Premio a Giuseppe Caturano di Acerra con l’opera “Napoli al centro dell’universo”;
2° Premio a Gerardo Pintauro di Acerra con l’opera “Portofino”;
3° Premio a Marco Lupo di Sant’Arsenio (SA) con l’opera “Giocando sulla spiaggia tra il soffio del vento e le onde del mare”.
Menzione d’onore a Sebastiano Mendola di Lentini (SR) con l’opera “Zingari al mare”.

La cerimonia di premiazione, alla quale sono tutti invitati, si svolgerà sabato 18 settembre 2010 alle ore 17.00, nell'Aula Consiliare del Comune di Marigliano (Na)

6 settembre 2010

Su "Alluminio", di Mario Fresa

Sovente un libro di poesie rappresenta la traccia di un itinerario temporale o geografico, o entrambe le cose, nel senso di una progressione di eventi e di stati d’animo che porta l’autore, e quindi anche il lettore, attraverso un mondo che viene mostrato ed espresso nella sua dinamicità, nel suo movimento insomma, da un punto spaziotemporale ad un successivo traguardo, che può essere confine, orizzonte, ma comunque mai meta definitiva, che’ il viaggio del poeta è sempre interminabile, è sempre indefinito.
Ma altre volte, il complesso poetico che si sviluppa lungo la silloge, è tutt’altro che un viaggio, inteso nel senso fisico–temporale di cui parlavo prima, bensì una vera e propria “finestra”, uno spaccato che l’autore mostra e riflette, cortocircuitando in un certo senso la propria anima e la propria sensibilità con il mondo esterno. Non una progressione “orizzontale”, ma uno scavo “verticale”, profondissimo, quasi senza fondo, dal quale però il nocciolo duro e compatto del mondo intimo, genuino, intatto, originale, si apre a fiore raggiungendo la superficie. Ed è allora che tutta la poesia erompe come magma da un cratere vulcanico appena creatosi.
E’ questo il caso di Mario Fresa, che con la sua ultima raccolta poetica, intitolata “Alluminio”, vuol esprimere il suo quadro interiore e profondo, le sue riflessioni intense e magmatiche, che proprio nel titolo trovano una connotazione quanto mai appropriata: “… Dunque tu accogli questi solenni doni: / pazientemente qui bisogna / rilegarli nella notte dell’ascolto, / nell’alluminio delle superbe luci.” L’alluminio è infati un metallo duttile e leggero, ma il suo colore scialbo denota un distacco e una freddezza “meccanica” e “superba”, che contrasta con gli impeti e le agitazioni imprevedibili, ma del tutto umane, del cuore e dell’anima. Insomma, la vitalità e la dinamicità di certi flussi di sensazioni e riflessioni profonde del poeta, risaltano senza dubbio sul piattume polito ma laconico, freddo e impersonale di una realtà esterna “alluminizzata”. E dice bene Mario Santagostini nell’accurata prefazione al libro di Fresa: “Tutto procede, si muove come in un caleidoscopio: il quadro globale si evolve attraverso giochi di somiglianze, analogie sottili o palesi”. In effetti, la poesia di Mario Fresa, in questa raccolta, è in appropriato bilico, o equilibrio, tra un mondo velatamente immaginario e uno stato reale delle cose, come se l’autore sbirciasse attraverso le fessure di un muro o appostato dietro un angolo di mondo. Ma la poesia alta è proprio questa osmosi tra le segrete sensazioni e le ragionevolezze esterne, osmosi lavorata con intelligenza, in cui le parole si liberano e si sganciano dagli stereotipi usuali per assumere valenze oltre il detto, oltre il mero significato intrinseco. E così anche il verso, che in questo modo, appunto come in un caleidoscopio, offre al lettore attento una molteplicità di visioni, di riflessioni e di sensazioni.
E’ una poesia forte, quella di Mario Fresa, che si basa molto bene su una struttura adeguata, con versi che si connotano spesso nella prosa poetica, con una pacatezza apparente, e nei quali si intravede, nel racconto di sé, un impeto al tentativo di mettere ordine al proprio vulcanico groviglio interiore: “Qui c’era un velo chiaro, proprio in alto, / che ricamava azzurre vanità, nettari nuovi; / c’era la dolce / santità dell’indugio che sapeva circondare / tutta l’aria: e poi le mani / avanti, adesso, per modellare il buio…”

Mario Fresa, "Alluminio", LietoColle, 2008. Prefazione de Mario Santagostini.

Giuseppe Vetromile
6/9/10

La presente recensione è stata pubblicata anche sul Sito di "Lietocolle" e su "Farapoesia"

22 agosto 2010

Raffaele Urraro su "America oggi": una recensione di Luigi Fontanella

Una interessante e approfondita recensione di Luigi Fontanella sull’ultimo libro di Raffaele Urraro è apparsa su “America oggi” del 25 luglio, nella rubrica dedicata alla poesia. America oggi è un quotidiano in lingua italiana pubblicato negli Stati Uniti, molto seguito e apprezzato. L’indagine di Luigi Fontanella (che, come molti sanno, è professore di letteratura italiana presso l’Università di New York, è poeta e scrittore, critico letterario e fondatore della rivista “Gradiva”) sulla poesia di Urraro ("Poesie", Marcus Edizioni, Napoli, 2009) è ricca e molto dettagliata. Egli si sofferma soprattutto sulla forza della Parola, che in Urraro è effettivamente risaltante: “una parola – ribadisce Fontanellacome suono dell’anima che si apre a ventaglio sulle proprie possibilità semantiche e referenziali”. Proseguendo nella sua indagine, Luigi Fontanella annota che Raffaele Urraro è poeta colto, profondo conoscitore della letteratura classica, ed inoltre è un grande studioso di Giacomo Leopardi. Importante è anche l’aspetto sociale e umano, nelle poesie di Urraro, afferma ancora Fontanella: “una pulsione civile – scrive Fontanella – che spinge Urraro a riportare ed evidenziare storture, inganni e malvagità nel nostro Villaggio Globale”.
Uno studio ampio e completo, questa recensione di Fontanella, grazie al quale anche la poesia contemporanea di validi e affermati poeti italiani, come appunto quella di Raffaele Urraro, può essere conosciuta e seguita oltre Atlantico.

5 agosto 2010

I risultati della IV Edizione del Premio Letterario Sergio De Risio

La Giuria, riunitasi il giorno 31 luglio 2010 dalle 15,30 alle 19,00 nella sede della Regione Abruzzo a Roma, ha esaminato le opere concorrenti nelle tre sezioni del premio.

Per la sezione I (opere propriamente poetiche), è emersa la seguente cinquina di finalisti:

NANNI BALESTRINI “ Caosmogonia “, edito da Mondadori, 2010
MAURIZIO CUCCHI “Vite pulviscolari”, edito da Mondadori, 2009
RUGGERO GUARINI “ Chiunque tu sia”, edito da il notes magico, 2009
GIOVANNA ROSADINI “ Unità di risveglio” edito da Einaudi, 2010
ANGELO SCANDURRA “ Quadreria dei poeti passanti” edito da Bompiani, 2009

La Giuria, composta da Renato Minore (Presidente), Flavio Ermini, Filippo Maria Ferro, Giuseppe
Langella, Cesare Milanese, Giancarlo Quiriconi, Jacqueline Risset, Marco Tornar e Raffaele Saraceni
(segretario con diritto di voto) si è espressa giovedì 5 agosto proclamando vincitore della sezione I :

RUGGERO GUARINI con “ Chiunque tu sia”

Per la sezione II (opere di riflessione teorica e critica) la Giuria ha scelto i seguenti finalisti :

ANTONELLA ANEDDA “La vita dei dettagli”, edito da Donzelli, 2009
GIULIO GIORELLO “Lussuria”, edito da Il Mulino, 2010
SALVATORE NATOLI “Il buon uso del mondo”, edito da Mondadori, 2010
GABRIELE PULLI “Freud e Severino” , edito da Moretti & Vitali, 2009
MARCO VANNINI “Prego Dio che mi liberi da Dio”, edito da Bompiani, 2010

Giovedì 5 agosto ha proclamato vincitore della sezione II:

GABRIELE PULLI con “Freud e Severino”

Per la sezione III (poesia inedita), è emersa la seguente cinquina di finalisti:

MAURO BARBETTI, FRANCESCA MONNETTI, LUCIANA MORETTO, ANDREA VELARDI, GIUSEPPE VETROMILE

Giovedì 5 agosto la Giuria ha proclamato vincitori ex aequo della sezione III:

FRANCESCA MONNETTI e ANDREA VELARDI

Il segretario coordinatore
Raffaele Saraceni

4 agosto 2010

Il Premio di Poesia "Elia Marani"

U.D.I. Unione Donne In Italia (Di Massa Lombarda)
Con il Patrocinio del Comune e Assessorato alla Cultura di Massa Lombarda
PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA ELIA MARANI
Terza edizione 2010. Scadenza 15 settembre 2010.
La partecipazione è aperta a tutti, poeti Italiani e Stranieri.
Sez. A: - POESIA INEDITA A TEMA LIBERO
Ogni concorrente potrà partecipare con una sola poesia, a tema libero, di non più di 36 versi. Il testo deve essere in lingua italiana.
Sez. B: - POESIA INEDITA IN VERNACOLO D’ITALIA
Ogni concorrente potrà partecipare con una sola poesia, a tema libero, di non più di 36 versi, ogni poesia in vernacolo dovrà riportare la traduzione in italiano.
Sez. C: - GIOVANI Studenti delle Scuole Medie di Massa Lombarda e zone limitrofe.
Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di eventuale pubblicazione della poesia, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori, per ogni altra ulteriore pubblicazione.
I componenti della Giuria verranno resi noti al momento della premiazione per la quale ci sarà comunicazione in tempo utile.
I vincitori del Premio, preavvisati con congruo anticipo, dovranno, pena l’esclusione dal concorso, essere presenti alla serata conclusiva del premio; luogo e data saranno visibili sul sito www.angolodivera.it e sul sito del Comune di Massa Lombarda dove presto comparirà anche il presente bando, e comunque la ns. segreteria provvederà ad avvertire personalmente i concorrenti. Non saranno spediti premi a domicilio. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini italiani e di nazionalità estera.
I lavori dovranno essere presentati in 5 copie dattiloscritte, in fogli formato A4, di cui 4 copie anonime a disposizione della commissione giudicatrice per le valutazioni e 1 copia riportante le generalità dell’autore, recapito, indirizzo e-mail se disponibile, nonché dichiarazione che l’opera è frutto esclusivo dell’ingegno dell’autore.
Ogni concorrente può inviare UNA poesia inedita e mai premiata in altri concorsi al seguente indirizzo: Concorso di poesia “Elia Marani” Casella Postale 59, 48024 Massa Lombarda (RA) entro e non oltre il 15 settembre 2010. La quota di iscrizione a copertura delle spese organizzative e di segreteria è di € 15,00 (quindici/00) da inviare in busta, insieme alle opere.
PREMI SEZ. A: 1° CLASSIFICATO - 500 EURO + DIPLOMA. 2° CLASSIFICATO - 300 EURO + DIPLOMA. 3° CLASSIFICATO - 200 EURO + DIPLOMA.
PREMI SEZ. B: 1° CLASSIFICATO - 300 EURO + DIPLOMA. 2°CLASSIFICATO - 200 EURO + DIPLOMA. 3° CLASSIFICATO - 100 EURO + DIPLOMA.
SEZ. GIOVANI: I PRIMI 3 CLASSIFICATI della sezione Giovani RICEVERANNO OGGETTI Multimediali.
Per le prime dieci opere classificate oltre al Diploma di Merito saranno donati oggetti in ceramica di Imola o Faenza. Inoltre verrà premiata una poesia scritta da una donna, non classificata tra i primi tre posti, la quale riceverà 100 euro – Premio U.D.I. La commissione giudicatrice esaminerà gli elaborati e sceglierà i lavori ritenuti migliori. Il giudizio della commissione sarà insindacabile e inappellabile e avrà altresì la facoltà di escludere dal concorso opere offensive o contrarie alla moralità. La giuria si riserva inoltre la facoltà di attribuire premi e menzioni speciali per gli autori e le opere che potranno esserne ritenute meritevoli, come nelle edizioni precedenti. L’organizzazione informerà dei risultati con un comunicato stampa riportante nominativi delle opere finaliste, che verrà portato a conoscenza degli interessati a mezzo posta ordinaria o elettronica, nonché indicazioni su DATA luogo e orari della cerimonia di premiazione.
Le opere e i lavori inviati per la partecipazione al concorso non verranno restituiti. Inoltre accettando il presente regolamento ogni autore consente l’utilizzo delle opere inviate per tutte le attività relative allo svolgimento del concorso, senza aver nulla a pretendere come diritto d’Autore. Per qualunque chiarimento scrivere a: concorso_poesia@libero.it o telefonare alla segreteria del Premio cell. 339.2619484. L’accettazione del presente regolamento e l’iscrizione al concorso include l’autorizzazione tacita al trattamento dei dati personali come previsto dal D.L.196/2003 nell’ambito delle attività inerenti allo svolgimento del concorso.

31 luglio 2010

"Il retroverso", la nuova Collana di poesie dell'Editore Samperi, curata da Giuseppe Vetromile

Giuseppe Samperi, con le sue “Edizioni del Calatino”, di Castel di Judica in provincia di Catania, lancia la nuova Collana di poesie “Il retroverso”. Con questa operazione, l’intraprendente Editore siciliano vuole proporsi all’attenzione degli Autori, specialmente i nuovi talenti, per curare e realizzare un prodotto letterario che, al di là di una qualificata veste tipografica, possa affermarsi a livello nazionale per la scelta accurata e selezionata di poeti che abbiano ricchezza di stile e di contenuto.
Poesia non soltanto “apparente” e descrittiva, geografica o umana, sociale o comunque impegnata, ma anche poesia che contenga in sé il segreto e l’arcano, il mistero dell’anima e dell’escatologia, dell’infinito e del “panta rei”. Una poesia robusta, dunque, che sia specchio in qualche modo di ciò che sta dietro, del celato, che lasci insomma un senso o una sensazione diversa, analogamente al “retrogusto” di un bicchiere di vino.
La poesia oggi è mediamente diffusa in tutti gli ambienti, ma per lo più si tratta di un semplice verseggiare superficiale, e qualche volta di un diletto della domenica; ferme restando, per carità!, le intime e innegabili pulsioni creative di ciascuno, che inducono bene o male ad esprimersi artisticamente. Ma la poesia è altro. La vera poesia è nel “retro”. Bisogna scavare per cercarla e trovarla. E poi bisogna riprenderla, rimodellarla, adattarla alla propria anima, non solo, ma anche alla sensibilità e all’intelligenza del lettore, dopo. Darle vita autonoma, pronta per essere consegnata ai venti, alle correnti, al mondo. Altrimenti non sarebbe un prodotto artistico, ma solo un atto creativo.
Questo l’impegno dell’Editore e la sua linea di pubblicazioni poetiche. Samperi si avvarrà, per questa nuova collana di poesie, del vaglio attento e competente di Giuseppe Vetromile, che ne curerà la direzione.

Per contattare l'Editore: Edizioni del Calatino, Via Dante 23, 95040 Castel di Judica (Ct);
tel. 340.2764858; e-mail: samperieditore@libero.it

30 luglio 2010

Premio Nazionale di Poesia "Città di Sant'Elia Fiumerapido

XIII Edizione del Premio Nazionale di Poesia Città di Sant’ Elia Fiumerapido

REGOLAMENTO:

1. Il Comune di Sant’Elia Fiumerapido, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Università di Cassino, Facoltà di Lettere e Filosofia, organizza la XII Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Elia Fiumerapido”.
2. La partecipazione è aperta a tutti i poeti italiani e stranieri. Si partecipa inviando una o due poesie in lingua italiana, inedite e mai premiate in altri concorsi letterari, in cinque copie, con dati anagrafici, indirizzo e recapito telefonico e indirizzo mail su ogni singola copia, alla Segreteria del Premio, presso Ufficio Cultura del Municipio, P. zza Enrico Risi – 03049 Sant’ Elia Fiumerapido (FR).
3. Sono esclusi i lavori di tutti i vincitori delle edizioni precedenti. Potranno concorrere nuovamente solo i poeti che hanno ottenuto il secondo o il terzo posto.
4. Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre il 31 agosto 2010.
5. La partecipazione è esente da tasse di segreteria o di lettura.
6. La Giuria, il cui giudizio è inappellabile, coordinata dal Sindaco Fabio Violi, è composta da: Amerigo Iannacone (Presidente), Carmine Brancaccio, Paolo De Paolis, Ida Di Ianni, Graziuccio Di Traglia.
7. Al vincitore sarà assegnato un premio di € 700 e targa; al secondo classificato € 300 e targa; al terzo classificato € 200 e targa. Attestato ai finalisti. La Giuria si riserva di assegnare un Premio alla Carriera al poeta, non concorrente, che abbia dato un contributo concreto e rilevante alla letteratura del nostro tempo.
8. I lavori pervenuti non saranno restituiti e potranno essere oggetto di eventuale pubblicazione futura in antologia.
9. La cerimonia di premiazione, alla quale tutti i concorrenti sono sin da ora invitati a partecipare, si terrà nel mese di ottobre 2010 a Sant’Elia Fiumerapido.
10. I vincitori, i quali dovranno confermare la loro presenza alla serata di premiazione, saranno tempestivamente avvisati. I vincitori dovranno ritirare personalmente il premio loro assegnato. In caso di assenza, qualunque ne sia il motivo, perderanno il diritto al premio in denaro.
11. La partecipazione implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.
12. Per eventuali informazioni telefonare allo 0776.351861 (Uff. Cultura).
13. Per ricevere il presente bando, spedire specifica richiesta, alla Segreteria o visitare il sito www.comune.santeliafiumerapido.fr.it

Albo d’oro: 1998 Francesco Fiumara; 1999 Giuseppe Napolitano; 2000 Paolo Ruffilli; 2001 Giuseppe Vetromile; 2002 Gerardo Vacana; 2003 Benito Sablone; 2004 Umberto Vicaretti; 2005 Fryda Rota; 2006 Giovanna Bono Marchetti; 2007 Renato Greco; 2008 Leone D’Ambrosio; 2009 Antonio Spagnuolo.
Alla carriera: 2005 Luciano Luisi; 2006 Pasquale Maffeo; 2007 Giuseppe Bonaviri; 2008 Vincenzo Rossi.

25 luglio 2010

Le "Ipotesi di contrasto" di Rossella Luongo

Una qualità dell’immagine, in cui la differenza tra le zone più luminose e quelle più buie viene esaltata a seconda del grado più o meno alto del “contrasto”; oppure le due tesi estreme di un discorso, un conflitto tra due volontà o decisioni? Come sempre, il titolo di un libro è l’enunciato di quanto vi è scritto; come sempre, il titolo racchiude il programma: è il programma.
In questo mondo così sfaccettato, allungato e allargato, senza tempo, senza baricentro, ma con infiniti estremi, il contrasto è all’ordine del giorno, e in tutti i campi, dalla scienza alla religione, dalla giustizia alla vita sociale, dalla politica ai rapporti umani. La poesia segue l’andamento di questo mondo “contrastato”; anzi, spesso, lo precede, ne diventa vessillo ed emblema, non già per osannarlo o denigrarlo, ma per mostrare sic et sempliciter agli occhi e al cuore dell’uomo, del vero umano, come stanno effettivamente le cose: slegate e isolate, per l’appunto. La poesia è uno strumento efficace nel ricercare e mostrare ciò che all’apparenza, in superficie, è soltanto un velame del così sia, del così deve andare, del così è. Sta a noi lettori attenti carpire poi, attraverso la ragnatela delle espressioni artistiche e poetiche, attraverso l’opera ingegnosa e creativa dei letterati e degli artisti in genere, il succo e il nocciolo delle situazioni, gli estremi, i conflitti, le sfaccettature negative e positive di questo strano mondo multivocale e multivariegato.
Rossella Luongo, dopo le positive esperienze de “La fata ed il poeta” e di “Canti metropolitani”, approda alla sua terza creazione letteraria parlando appunto di questi contrasti. I contenuti quasi monotematici delle due precedenti pubblicazioni, sono ora qui allargati, in un certo qual modo, espansi in tutti i reparti della vita quotidiana, sia affettiva, sociale e psicologica, sia lavorativa e creativa. Tant’è, che il libro è diviso in argomenti, o per meglio dire in “dediche”: “Sulla parola”, “Sull’amore”, “Sulla poesia”, “Sull’amicizia”, “Sulla vita”, “Sulla giustizia”, “Sulla morte”, “Sulla scelta”, e in questi peculiari aspetti o riflessi della situazione umana, emerge così evidente l’arte poetica della nostra Rossella Luongo, la sua puntuale capacità di sgrovigliare e decantare le multiformi angolature della quotidianità, immergendosi in profondità, come solo con la poesia si può fare, fin nelle più celate pieghe dell’anima, del cuore, della mente. Ne risulta un’”ipotesi di contrasto”, nel senso di offerta alla nostra sensibilità di lettori attenti, di una poesia che lega con un solo e solido filo conduttore, gli spigoli e le masse inerziali lontane una dall’altra costituite dalle varie voci sulle quali Rossella si sofferma a indagare, a riflettere, a considerare, a rielaborare. Un’”ipotesi di contrasto”, dunque, che non vuole essere solo un elenco freddo di aspetti della vita, tra di loro indipendenti, lontani, slegati, bensì tessere accostate e sistemate insieme, da formare il grande mosaico dell’esistenza.
Ma accanto al “contrasto” esterno, rappresentato per l’appunto dai vari lacerti o spaccati della società, vi è anche un “contrasto” interno, se vogliamo una sorta di suddivisione o frammentazione di stati d’animo che porta a scrutare e poi ad esporre, sempre con ottima poesia, ciò che Rossella Luongo sente e avverte dentro di sé, la propria vulcanicità, la propria forza magmatica sempre pronta a scaturire in linguaggio poetico di rara efficacia. Leggiamo infatti nell’accurata prefazione di Antonio Spagnuolo: “La poesia in genere è sempre il frutto di un incontro o di uno scontro tra l’io sprovveduto e assetato ed il mondo, agguerrito o sonnolento, tra l’io e la storia, con le occasioni multiple che ci condizionano o ci disorientano”.
Sempre asciutta e priva di estenuanti e lunghe perifrasi, la poesia di Rossella Luongo ancor più in questa sua terza raccolta si innalza fondando sulla parola tutta la forza e lo spessore del contenuto, nell’immediatezza di un verso scarno ma essenziale, slegato ma nello stesso tempo denso e concreto. Rossella Luongo, con queste “ipotesi di contrasto”, ha voluto dunque compendiare tutto il mondo, davvero complesso e sfaccettato, che noi viviamo sovente in superficie, e che solo l’anima e l’intelligenza creativa di un poeta, come autenticamente lo è lei, può scandagliare e “spiegare”. Lei, Rossella Luongo, ormai esperta ed affermata, che canta: “Stella vivente, bucherellata e fragile / di nubi sgrappolate / di pioggia temuta, / cadente mi appoggio / all’unica stella fulgente / anni luce addietro / vivente, a tenermi / ancora stretta la mano”.

Rossella Luongo, “Ipotesi di contrasto”, Giulio Perrone Editore, Roma, 2010. Prefazione di Antonio Spagnuolo. Copertina di Luciano Ladislai. Euro 11.00

Giuseppe Vetromile
25/7/10

19 luglio 2010

Ho ritrovato il quadernetto di poesie di Franco Santovito

Un anno e mezzo fa moriva un carissimo amico, fulminato dal cancro in poche settimane. E’ doloroso e angosciante vedere una persona che sta bene, sana, vigorosa e felice di vivere, spegnersi a poco a poco fino a diventare un’ombra, quasi, di se stessa, consumata dentro e fuori, trasformata da quel maligno che rode fin nelle più intime cellule. E poi finire con un ultimo ansito, qualche momento prima di un’alba fredda di metà febbraio.
Chi muore lascia delle tracce, grandi o piccole che siano, certamente. E in queste tracce, in queste impronte, in questi angoli di spazi o anche di materia: sedie, tavoli, letto, carte sulla scrivania, ritratti, oggetti vari sistemati nelle credenze o sopra i comò, in questi particolari, dunque, chi gli è stato vicino per una vita intera, non tanto in quantità di anni ma piuttosto per qualità di vita d’unione, s’accorge, spesso “vede”, la sua continuità in questa dimensione, in un certo senso la sua “presenza”.
A volte, un oggetto emerso all’improvviso da chissà dove, improvvisamente riporta a lui.
Così è capitato a me. Riassettando la libreria, qualcosa di inaspettato è “saltato” fuori. Qualcosa di Franco. Una sua propaggine su questa terra; lui che ormai gode della leggerezza del cielo. Un suo quaderno di poesie, che io avevo quasi dimenticato.
La leggerezza che spesso noi commettiamo è quella di sottovalutare certe opere, quando queste opere sono scritte da persone in vita. Ma chissà perché, quando la persona cara non c’è più, queste stesse opere acquistano una magica valenza, un significato più profondo. Come se ora fossero più illuminate, più coerenti, più giuste, più “aureolate”; intrise di una più profonda verità.
Si tratta del quadernetto di poesie del mio caro amico Franco Santovito, intitolato semplicemente “Orizzonti”. Franco Santovito non era un poeta. O forse lo era. Sì, a modo suo era un poeta. Certamente non frequentava il mondo colto della poesia, il mondo letterario, non frequentava cenacoli accademici, non partecipava a concorsi, non era un attivo frequentatore dei salotti letterari e degli incontri di poesia nelle librerie. Insomma, era uno come i tanti, e come tanti aveva certamente altre egregie virtù e qualità, ma certamente non si poetva dire che fosse un poeta laureato. E allora, perché questa nota, questa riflessione sulla sua poesia?
Ma proprio perché lui ora non c’è più. E come dicevo prima, la sua opera si è manifestata ora e tutta pregna e densa della sua anima, come se ci fosse proprio lui, qui davanti a me. Il suo quadernetto “Orizzonti”, pur essendo riempito con versi molto semplici, lineari, ha acquisito un valore maggiore. E’ la sua anima che parla, in questi versi, e in un certo qual modo sembrerebbe anticipare la sua dipartita. Quegli “orizzonti indefiniti che si perdono lontani, e che lo sguardo non raggiunge mai… Spazi immensi, aridi deserti, assolate pianure. Miliardi di esseri umani che cercano l’orizzonte della vita”, costituiscono, ora lo so, la consapevolezza quasi inconscia di Franco che il limite è vicino, è prossimo… Versi semplici, i suoi, sì, ma limpidissimi, pregni di una sincerità e di un amore grandissimi. E se, come diceva Pascoli, ognuno deve trovare il proprio “fanciullino” dentro di sé, Franco Santovito aveva aperto il suo cuore al mondo, non con l’ingenuità ma con l’innocenza e il candore di un fanciullo.
Franco Santovito non era un poeta “ufficiale”, come i tanti che conosciamo. Bravi, famosi, originali, studiosi, letterati. Ma aveva certamente l’anima e il cuore, la sensibilità di un vero poeta.

Nel cielo terso faceva capolino un raggio di sole. / Dalla grondaia scivolavano le ultime gocce di pioggia, / che andavano ad infrangersi / ora sul lastrico, ora sul selciato, e aprendosi / formavano una miriade di goccioline. / Affacciato al davanzale della finestra, / assorto nei miei pensieri, quasi assente, le osservavo. / D’un tratto, svegliandomi da questo torpore, / mi accorsi che non erano gocce di pioggia, / ma erano Lacrime!”

Giuseppe Vetromile

Le Foto de "La Rocciapoesia 3"

Le foto dell'incontro de "La Rocciapoesia 2", a Pratella, il 27 ottobre 2012

Le foto dell'evento "Una poesia fuori dal comune". Sant'Anastasia, 23 settembre 2012

Una poesia fuori dal comune, Sant0Anastasia, 23 settembre 2012

PUNTO, Almanacco della Poesia italiana

PUNTO SCHEDA

ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'

Si è svolto il 30 novembre scorso, alle ore 17, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio 14, Napoli, il Convegno di studi e reading di poesia "ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'".
All'interessante incontro, promosso e organizzato dall'Istituto Culturale del Mezzogiorno e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, hanno preso parte:
- Natale Antonio Rossi, Presidente Unione Nazionale Scrittori Artisti;
- Ernesto Paolozzi, Università di Napoli Suor Orsola Bnincasa;
-Antonio Scamardella, Università di Napoli Parthenope;
- Antonio Filippetti, Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno.
Nell'ambito del convegno si è svolta la rassegna "Liberi in Poesia", con la partecipazione di autori di diverse generazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad "ARCARTE" quale suo premio una medaglia di rappresentanza.

Le foto del convegno

Presentazione "Sulla soglia di piccole porte"

Enza Silvestrini, 11 ottobre 2012