Quattro poetesse, diverse tra loro per stile e contenuti, e poco conosciute in Italia, sono state dunque presentate ad un pubblico attento e interessato, da altrettante brave relatrici, docenti ed esperte di letteratura portoghese.
La prima poetessa proposta è stata Florbela Espanca, nata a Vila Viçosa, in Alentejo, nel 1894 e morta a Matosinhos nel 1930. Personalità di assoluto rilievo della sua epoca, è considerata un’”isola”, sia per l’intensa sensualità della sua poesia, sia per il senso di trasfigurazione del reale. Ha pubblicato diversi libri, mentre altre pubblicazioni, tra cui i racconti “Domino Negro”, sono portume. La poetessa Regina Célia Pereira da Silva, dopo aver introdotto e illustrato brevemente la figura di Florbela Espanca, ha letto alcune sue poesie in lingua portoghese, riproposte poi in italiano da Iaia de Marco.
E’ stata poi proposta la poetessa Sophia de Mello Breyner Andresen, nata ad Oporto nel 1919 e morta nel 2004. E’ considerata la più grande poetessa portoghese contemporanea. Pubblica moltissimi libri e due testi in prosa; scrive un saggio sull’antichità classica e una mezza dozzina di traduzioni di poeti stranieri, tra i quali Dante e Shakespeare. Ne parla ampiamente Iaia de Marco.
Terza poetessa proposta è Ana Hatherly, nata nel 1929 ad Oporto, dove tuttora vive e lavora. Docente universitaria, saggista, artista eclettica dedita anche alle arti plastiche. Occupa un posto di primo piano nel panorama della poesia sperimentale. C’è, nella sua scrittura, un’allegria e un’inventiva esistenziale che rende estramamente originali le sue creazioni. La pubblicazione di opere poetiche inizia nel 1958, la più recente è del 2007. Ne illustra la vita e le opere, leggendo alcuni suoi testi, Maria Luisa Cusati.
Infine, viene proposta la poetessa Carlota de Barros, nata nell’Isola di Fogo, a Capo Verde. Nel 1974, anno della Rivoluzione dei Garofani, dopo molto viaggiare, torna a Lisbona laureandosi. Esordisce in poesia nel 2001. Il suo libro più recente è del 2007. Ne parla ampiamente, leggendo alcuni brani delle sue opere, Maria da Graça Gomes de Pina.
G. Vetromile