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IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO CONTINUA SU:

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TACCUINO ANASTASIANO

28 marzo 2012

Giuseppe Iuliano, testimone di poesia e libertà

Un munus amicitiae per i suoi sessant'anni: così è sottotitolata la recente pubblicazione della Delta 3 Edizioni, curata da Paolo Saggese, dedicata interamente al nostro amico poeta e scrittore irpino in occasione del suo sessantesimo compleanno. Una sorpresa, un regalo prezioso, dunque, che Peppino Iuliano meritava davvero, per la sua più che trentennale milizia nel campo della poesia non solo irpina, ma nazionale: una poesia incisiva, un canto che tocca soprattutto le sfere del sociale e della realtà meridionale in tutte le sue multiformi e a volte contrastanti peculiarità.
Un libro voluminoso, denso, interessante, che raccogliendo le tantissime testimonianze sulla poesia e sull'attività letteraria di Peppino Iuliano, realizza anche, se vogliamo, un disegno d'insieme che illustra molto bene tutto il mondo umano, sociale e letterario, nel quale il nostro amico si è sempre mosso e tuttora procede con grande intuito e intelligenza poetica, sapendo leggere attentamente nelle pieghe della terra, della natura e dell'uomo.
Il libro, che consta di ben 295 pagine, con una approfondita prefazione di Giuseppe Panella, riporta le testimonianze, le recensioni, i saggi, le lettere e i giudizi di numerosissimi amici letterati, critici, giornalisti, poeti e scrittori, i cui nomi in questa sede sarebbe impossibile riportare; tra questi, molti sono i personaggi illustri.
Chiude il libro una ricca bibliografia e l'elenco dettagliato di tutte le opere di Giuseppe Iuliano.

Giuseppe Vetromile

22 marzo 2012

Pierino Gallo e il suo "abbecedario di Verlaine"

La poesia non ha un tempo e non ha uno spazio delimitante, ovvero non si lascia imprigionare né si lascia piegare o modellare dalle tendenze, dalle politiche, dai sistemi, dalle contingenze storiche, sociali, politiche e geografiche; semmai, è vero il contrario: quando è alta poesia, quando è pura poesia, nasce libera ed essa stessa è esempio e propositrice di nuovi e più ampi confini e considerazioni sulla vita, sull'essere, sul mondo. Abbiamo molti esempi di poeti, dall'antichità classica fino ai giorni nostri, che con la loro forza espressiva, con la loro assidua ricerca del "rinnovamento" e del "rigenerante", hanno non solo contribuito all'evoluzione linguistica, ma anche indicato indirizzi e filosofie nuove, nuove tendenze e correnti letterarie e poetiche.

In effetti, ogni poeta, se è autentico poeta, apporta il suo contributo più o meno grande alla continua evoluzione del pensiero letterario e all'arte in genere. Maestri, come dicevo prima, ce ne sono stati tanti, e non è male tenerli presenti, come riferimento, ma non per emularli o riproporli, ricalcando le loro medesime orme poetiche, bensì prolungando in un certo senso la loro memoria e la loro teoria poetica. E' il caso di Pierino Gallo, che con "L'abbecedario di Verlaine" scrive poesie tenendo affettuosamente sulla scrivania (ed anche sulla copertina del libro) il ritratto del grande poeta simbolista francese. Ma il suo non è un riscrivere versi sulla falsariga dell'art poétique verlainiana, non è un prendere a prestito il mondo poetico del grande poeta simbolista per riproporcelo direttamente e tale e quale, in una visionarietà nostalgica ed epigonica che non risulterebbe autentica e sincera; la poesia di Pierino Gallo vive invece di propria intima energia, e il suo dettato, pur additando il Verlaine e menzionandolo quasi provocatoriamente nel titolo, oltre che nell'esergo, è autonomamente generato, e rigenerante, avventurandosi in un mondo poetico tutto suo, che dell'autore dei Poèmes saturniens attua soltanto l'essenza modale e progettuale: e cioè, una poesia che abbia i suoi giusti connotati nella scelta opportuna del verso e della sua musicalità, nell'andare in fondo alle cose senza eccessiva eloquenza, nel saper dare il giusto senso di sfumatura alle parole. Ciò è confermato anche dall'attenta prefatrice, Giada Diano, la quale asserisce giustamente che Pierino Gallo non attua un confronto con i poeti francesi, piuttosto esprime una sincera vicinanza. E si tratta di una vicinanza intima, senza alcun dubbio molto stretta, che, come scrive ancora la Diano, implica non solo il mondo poetico di Verlaine e di Rimbaud, ma addirittura tutta la sfera umana e sociale del nostro autore; e se è vero che non è possibile scindere il poeta dall'uomo, in quanto non si può essere poeti a comando, o soltanto in certe ore della giornata o solamente in certe situazioni, questa intrinseca e, sotto certi aspetti scambievole, qualità poetante, in Pierino Gallo assume certamente livelli di eccezionale qualità. La consapevolezza di esserlo imprime poi in lui una certa responsabilità a mantenere il tono del dettato aderente alle sue grandi capacità poetiche, nel continuo di un vissuto che sovente viene "disturbato", se non ostacolato, da opzioni interne/esterne, difficoltà e problemi inerenti alla quotidianità: il vero poeta, e Pierino Gallo è vero poeta, si trova spesso a combattere contro questi "spuntoni rocciosi" che possono far naufragare la propria nave creativa. Specialmente nel mondo attuale, colmo di luci false e privo quasi del tutto di buoni riferimenti.
Ma Pierino Gallo va sicuro per la sua strada, indicandoci che per poetare bene, per percorrere la giusta strada della poesia, occorre avere in tasca l'"abbecedario di Verlaine", non altro (o almeno quello), per produrre senza distrarsi dei versi che abbiano il sapore e il profumo della vera poesia, indipendentemente da tramontati e nostalgici classicismi, sperimentalismi, avanguardismi e altri "ismi" che possano connotare una eventuale nuova corrente letteraria e poetica. Giacchè i requisiti necessari per una buona creatività poetica sono comunque universalmente validi, e quelli dettati da Verlaine sono da prendere in particolare considerazione.
Ma tornando al nostro Pierino Gallo, è da notare la sua vasta cultura e la peculiare conoscenza della letteratura francese, avendo al suo attivo numerosi saggi nei quali ha ampiamente trattato autori come Chateaubriand e lo stesso Verlaine (oltre ai nostri Pascoli, D'Annunzio, Montale e Pasolini. Ciò non poteva in un certo qual modo, non dico influenzare, ma quanto meno "soffiare" in lui quella stessa aria e quello stesso senso di elegante evanescenza e musicalità che connota gran parte della poesia francese di fine ottocento: "...Il tuo canto, il tuo canto, / ridotto ad eco due volte / perché potessi amarlo...", così, a pag. 33, il nostro Autore declama, come per insistere sull'urgenza di esprimere la propria verità poetica; ma il suo dettato poetico non si limita soltanto alle proprie istanze interiori da raffigurare e da modellare sulla pagina con versi brevi e sfumati, densi però di richiami e di rimandi: il suo dire è in effetti completo ed esteso, in quanto egli riflette nei suoi versi, in molte delle poesie che si susseguono l'una dopo l'altra senza titolo, come per dar corpo ad un canto continuo che tocca tutte le corde possibili, anche la complessità multicolore del mondo esterno. Si tratta comunque di una doppia operazione di frammentazione degli elementi allegorici e simbolici, quella che compie Pierino Gallo, e di una ricostruzione di un complesso edificio poetico, il cui risultato non fa che raffozzare, ampliandoli in un contesto più generale, direi universale, gli stessi primitivi elementi: "Tra la nebbia / non vedo / le sponde del lago / né lo specchio / dell'acqua", dove nebbia e lago, da singoli elementi, acquistano nel complesso una significanza allusiva ben maggiore, come l'incertezza della vita, il senso dell'imponderabilità.
Credo, per concludere, che Pierino Gallo abbia dato ottima prova di sé, con questa sua recente opera, del suo eccellente talento letterario, dimostrando ancora una volta che il fare poesia non scaturisce semplicemente da innate illuminazioni, ma che queste innate illuminazioni devono continuamente essere sottoposte al vaglio e al filtro di una mente acuta e indulgente, costante nella ricerca letteraria e severa nell'uso dell'abbecedario, cioè degli elementi essenziali, per la costruzione di una linea poetica autentica e credibile.

Pierino Gallo, "L'abbecedario di Verlaine", LietoColle, 2012. Prefazione di Giada Diano.

Giuseppe Vetromile
21/3/2012

Proclamati i vincitori del Premio "Maria Pina Natale" 2012

La giuria composta daRina Pandolfo, scrittrice (Presidente), Katia Bonfiglio, docente di latino, Anna Maria Crisafulli Sartori, giornalista, Ella Imbalzano, critico letterario, Giuseppe Vetromile, poeta e scrittore, ha scrutinato i lavori della Settima edizione del Premio Letterario "MARIA PINA NATALE" dedicato alla poesia edita, proclamando i seguenti vincitori:


1° classificato, Marisa Pelle, da Messina, con il libro "Dai gradini del Persephoneion", Ed. Besa.

2° classificato, Carla Baroni, da Ferrara, con il libro "Rose di luce", Ed. Bastogi.

3° classificato, Paolo Sangiovanni, da Roma, con il libro "Penelope", Ed.Cir.letterario "Ponte San Nicolò".

Per la sezione dedicata agli studenti, il riconoscimento di merito avverrà durante la cerimonia di premiazione.

La cerimonia della settima edizione del Premio Maria Pina Natale si svolgerà martedì 3 aprile 2012 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna del Liceo Maurolico di Messina . I vincitori della sez. A Silloge edita saranno avvisati tempestivamente secondo le modalità previste dal bando, mentre i vincitori della sezione B studenti saranno proclamati durante la cerimonia.

Rif: http://www.mariapinanatale.it/?p=273

19 marzo 2012

La Giornata Mondiale della Poesia

Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO per riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace. Quest’anno, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha scelto di celebrare la Giornata a l’Aquila, eleggendola quale “sede” della Giornata Mondiale della Poesia per dare speranza a questa città distrutta, provata ed abbandonata che, con il terremoto del 6 aprile del 2009, ha visto andare in frantumi le splendide architetture ed il ricco patrimonio culturale. Grazie al lavoro dell’’Associazione “Itinerari Armonici”, patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che ha ideato ed organizzato “La Poesia Manifesta”, L’Aquila diverrà per un giorno il luogo della poesia ed il crocevia della cultura espressa sotto forma di esperienze diverse ma comunque affini e sorelle. 

Proprio su questi principi  prende il via CORRISPONDENZE –Visioni e Versi per questo Luogo, progetto scaturito da un’idea di Danilo Balducci e Rino Bianchi, promosso dall’Associazione Culturale Le Chat Noir e dal Gruppo OCCHIO QUADRATO. Un percorso-memoria nei luoghi martoriati dal sisma. 21 fotografie accompagnate da 21 poesie, immagini e parole che suscitano emozioni, provando a stabilire tra loro un incontro, ricercando una CORRISPONDENZA espressiva condivisa, mettendo in evidenza il rapporto tra “luogo, immagini e parole”.  L’animo di un luogo scaturisce dalla sua storia, dalle sue vicissitudini, dagli eventi che vi si sono succeduti. Far divenire l’attimo duraturo, serbare il percorso umano, la storia di una comunità, una certa memoria. Così in un contesto molto caratterizzato e carico possiamo inserire queste CORRISPONDENZE di poeti e fotografi, tra immagine e poesia che, con storie e percorsi diversi, sono approdati in questo Luogo.
Il ritratto che esce ha la carica e la forza dell’umana quotidianità, dove le immagini corrispondono alle parole. Questa idea si  presenta come linguaggio caleidoscopico, sfaccettato, composto di molteplici fotogrammi, multiformi versi, tanti movimenti, tante azioni di lavoro, di pause, di ozio fermato e condensato in un’immagine fotografica o in un verso. Come tessere della vita, tessere di una vitalità che scorre sottotraccia, che s’incunea, che si perde, nei vicoli, nei portici e poi di nuovo si spande nelle strade, negli ultimi orti, nei cortili. 
Al progetto che si svolgerà dalle ore 11 del 21 marzo 2012, presso il Centro Direzionale Valentini, in Via dell’Arcivescovado, hanno aderito Danilo BALDUCCI, Francesca BELLINO, Elena BELLO, Rino BIANCHI, Maria Grazia CALANDRONE, Nicole CIMINO, Tania CRISTOFARI, Claudio DAMIANI, Riccardo DURANTI, Daniela FABRIZI,  Antonietta GNERRE, Maria GROSSO, Anna MANNA, Dario ORLANDI, Paolo PORTO, Valentina PROTOPAPA, Cony RAY, Lidia RIVIELLO, Francesca SPERANZA, Gabriella SICA, Luigia SORRENTINO, Patrizia TOCCI.

CORRISPONDENZE –Visioni e Versi per questo Luogo- 
Dove: L’Aquila Centro Direzionale Valentini Via dell’Arcivescovado
Ore: dalle ore 11,00 del 21 marzo


Le Foto de "La Rocciapoesia 3"

Le foto dell'incontro de "La Rocciapoesia 2", a Pratella, il 27 ottobre 2012

Le foto dell'evento "Una poesia fuori dal comune". Sant'Anastasia, 23 settembre 2012

Una poesia fuori dal comune, Sant0Anastasia, 23 settembre 2012

PUNTO, Almanacco della Poesia italiana

PUNTO SCHEDA

ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'

Si è svolto il 30 novembre scorso, alle ore 17, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio 14, Napoli, il Convegno di studi e reading di poesia "ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'".
All'interessante incontro, promosso e organizzato dall'Istituto Culturale del Mezzogiorno e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, hanno preso parte:
- Natale Antonio Rossi, Presidente Unione Nazionale Scrittori Artisti;
- Ernesto Paolozzi, Università di Napoli Suor Orsola Bnincasa;
-Antonio Scamardella, Università di Napoli Parthenope;
- Antonio Filippetti, Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno.
Nell'ambito del convegno si è svolta la rassegna "Liberi in Poesia", con la partecipazione di autori di diverse generazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad "ARCARTE" quale suo premio una medaglia di rappresentanza.

Le foto del convegno

Presentazione "Sulla soglia di piccole porte"

Enza Silvestrini, 11 ottobre 2012