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IL CIRCOLO LETTERARIO ANASTASIANO CONTINUA SU:

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TACCUINO ANASTASIANO

10 maggio 2012

La presentazione del libro "La luna di sopra", di Francesco D'Angelo


Di Napoli e su Napoli hanno scritto una miriade di narratori, giornalisti, critici letterari, ricercatori e persino poeti; alcuni famosi, altri meno noti ma non per questo il risultato del loro dire è stato meno interessante, meno importante. E quindi, dalla fondamentale storia del Regno di Napoli di Benedetto Croce, alla storia di Napoli vera e propria di Antonio Ghirelli, alle numerosissime altre "storie" di svariatissimi autori che qui sarebbe impossibile citare, ma che hanno sempre entusiasmato e interessato i lettori, possiamo dire che nessuna città al mondo sia stata più citata, descritta e celebrata come Napoli.
Ma la storia, il libro che qui ora presentiamo, "La luna di sopra", di Francesco D'Angelo, è qualcosa di diverso, pur rimanendo in qualche modo nella narrazione tipica di fatti ed episodi prettamente napoletani, per certi versi addirittura simile al memorabile "Ventre di Napoli" di Matilde Serao, o, più recentemente, alle storie su Napoli e sulla napoletanità di Erri De Luca. S'intenda, questi parallelismi sono da me intesi solo come riferimento, come esempio, giacché ogni scrittore di Napoli e su Napoli ha la sua peculiare caratteristica e vena narrativa, il suo modo di vedere e di spiegare le cose che accadono, in una realtà davvero molto complessa e intricata qual è quella di Napoli, fin dalle sue origini, e che ha generato una miriade di atteggiamenti, di situazioni, di pregiudizi e di comportamenti che si affollano, si intersecano, a volte si disperdono, sfuggono, e il compito di entrare dentro, in profondità, per carpirne la segreta psicologia, è sempre arduo, direi quasi impossibile. Ognuno ha quindi contribuito creando un tassello, o più tasselli, e forse soltanto leggendo le tantissime opere, sarà possibile ricavarne un quadro verosimile e completo.
Il lavoro di Francesco D'Angelo è dunque uno di questi tasselli. Ma è un tassello davvero particolare, perchè non si tratta di una mera storia di Napoli o di un particolare momento storico della città, né si tratta di una cronaca giornalistica, non è un saggio su Napoli, non è un racconto ambientato nella città, non è una semplice descrizione geopolitica, non è niente che possa in qualche modo catalogarsi o riferirsi ad un particolare e specifico genere letterario. Ma, stranamente, e meravigliosamente, il libro di Francesco D'Angelo è anche tutto questo! E' dunque un avvenimento eccezionale, una dimostrazione di grande capacità letteraria, questo libro, perchè l'autore è riuscito a concentrare, a condensare, in poche pagine, tutto quanto potesse interessare o riferirsi a Napoli e alla napoletanità: dalla storia alla geografia, all'ambiente, ai problemi sociali e culturali, ai pregiudizi, alle bellezze velate, ai monumenti sottintesi, all'umanità e al coraggio, e tante altre caratteristiche. E tutto questo, e ci piace sottolinearlo, senza perdersi, senza banalizzare, senza false retoriche.
Non ha importanza la trama del racconto, secondo me, e d'altra parte lascerei al lettore il gusto di seguire passo passo la lunga vicenda, chè di questo in breve si tratta, dello zingaro gentile e perbene ma costretto dalla ria sorte a vivere come un barbone nella variopinta stazione centrale di Napoli. Ed è attorno a lui e con lui che si snoda una storia nelle storie, la storia sua incastonata nelle tante vicende che vedono una Napoli protagonista singolare nelle mille strane e inusitate sfaccettature che la caratterizzano: dai cumuli di spazzatura alle proteste dei disoccupati, dalle bancarelle che invadono piazze e marciapiedi all'arte di arrangiarsi in ogni modo, al clima di lassismo e di rassegnazione ma anche alla solarità e all'umorismo, alle sacrosante millenarie tradizioni e all'arte meravigliosa e invidiabile che inorgoglisce ogni vero napoletano.
Direi dunque che Francesco D'Angelo ha avuto la grande e meravigliosa idea di inventarsi una storia, vista e vissuta da un protagonista particolare, per poter meglio e con maggiore verosimiglianza mostrare lacerti, luci ed ombre della città: una storia che si snoda con continuità, senza interruzioni in capitoli o in paragrafi, quasi a voler indicare che si tratta solo di un intervallo, di uno spaccato, nella storia più grande, infinita, perpetua, ciclica, della città e del suo essere città.
"La luna di sopra" è quindi racconto di umanità, di storia, di morale, di giustizia sociale, e anche di cronaca quotidiana, scritta con la mano esperta di un giornalista che conosce a fondo i problemi storici e sociali dell'uomo e in particolare dell'uomo napoletano; le sue caratterizzazioni e descrizioni dei personaggi e delle varie situazioni sono infatti molto ben delineati e approfonditi, rendendoli veramente coerenti e aderenti alla realtà in cui vivono e si muovono. Francesco D'Angelo ha questo grande talento, grazie al quale, anche con pochi essenziali tratti, riesce ad emozionare il lettore rendendolo partecipe, nella gioia e nel dolore, dello stato d'animo del protagonista e degli altri personaggi che gli ruotano attorno, come la vecchia maestra e gli altri barboni che dimorano nella stazione, vivendo tutti i disagi di chi non ha casa né più un futuro.
E' un mondo che soffre, che ha un retaggio doloroso alle spalle, quello che si porta appresso lo zingaro, che ha dovuto subire e tuttora subisce, mille ingiustizie. Ma è anche un mondo colmo di poesia, di malinconia e di poesia, unica "luna di sopra" che potrà ancora illuminare il nostro vecchio barbone, metafora di una umanità cittadina ancora ramenga e alla ricerca di un utopico ideale di giustizia sociale e di benessere. Per questo, la città del sole di campanelliana memoria, come la chiama Francesco D'Angelo in alcune parti del libro, può essere sinonimo di speranza futura per una città, come la nostra Napoli, ancora immersa nel degrado ma pur sempre viva e palpitante di luce.

Francesco D'Angelo, "La luna di sopra", Graus Editore, Napoli, 2011

Il libro è stato presentato giovedì 10 maggio 2012 nella Biblioteca "G. Siani" in Via Arco, Sant'Anastasia. L'incontro è stato organizzato dal Circolo "IncontrArci" - Circolo Letterario Anastasiano. Relatori: Giuseppe Vetromile, che ha anche moderato l'incontro, e Salvatore Velardi, responsabile CGIL Zona Metropolitana di Nola.

Giuseppe Vetromile
10/5/12

4 maggio 2012

La rosa dei selezionati al Premio Camaiore 2012


XXIV Premio Letterario Camaiore 2012 – ROSE DI SELEZIONE

La Giuria Tecnica del XXIV Premio Letterario Camaiore, composta da Francesco Belluomini (Presidente), Alberto Bevilacqua, Corrado Calabrò, Emilio Coco, Vincenzo Guarracino, Paola Lucarini e Mario Santagostini, ha formalizzato le proprie scelte (tra gli oltre 220 libri pervenuti in concorso) in merito alla prima selezione degli autori partecipanti. Il prossimo 12 maggio la predetta giuria, in riunione collegiale, designerà i cinque finalisti, il vincitore del Camaiore – Proposta e il Premio Internazionale. In tale seduta il Presidente ufficializzerà i Premi Speciali conferiti in questa edizione.
La cerimonia conclusiva per l’assegnazione del Premio Camaiore e degli altri riconoscimenti è fissata per sabato 15 settembre p.v. presso l’Hotel Dune di Lido di Camaiore.
Qui di seguito i testi selezionati.

Premio Camaiore 2012                

Sauro Albisani, LA VALLE DELLE VISIONI, Ed. PASSIGLI
Antonella Anedda, SALVA CON NOME , Ed. MONDADORI
Giovanna Bemporad, ESERCIZI VECCHI E NUOVI, Ed. SOSSELLA
Alberto Bertoni, IL LETTO VUOTO, Ed. ARAGNO
Donatella Bisutti, ROSA ALCHEMICA, Ed. CROCETTI
Alberto Bellocchio, MENTITA SPEME, Ed. MORETTI & VITALI
Maria Rita Bozzetti, TU, L’ALTRA CARNE, Ed. MILELLA
Francesca Ruth Brandes, L’UNDICESIMO GIORNO, Ed. LIETOCOLLE
Maria Grazia Calandrone, LA VITA CHIARA, Ed. TRANSEUROPA
Thomas Maria Croce, NEI BOSCHI TRA IL BENE E IL MALE, Ed. A BRIGLIA SCIOLTA
Ninnj Di Stefano Busà, IL SOGNO E LA SUA INFINITEZZA, Ed. TRACCE
Gianni Gasparini, MELTING POT, Ed. NOMOS
Marco Guzzi, IL CUORE A NUDO, Ed. PAOLINE
Guido Leotta, ANDANDO A CAPO, OGNI TANTO, Ed. MOBYDICK
Giulia Perroni, TRE VULCANI E LA NEVE, Ed. MANNI
Ugo Piscopo, FAMILIARI, Ed. OE’DIPUS
Silvio Raffo, AL FANTASTICO ABISSO, Ed. NOMOS
Elena Salibra, LA SVISTA, Ed. A & B
Mary Barbara Tolusso, IL FREDDO E IL CRUDELE, Ed. STAMPA
Ciro Vitiello, L’OPERA POETICA, Ed. GUIDA
Valentino Zeichen, CASA DI RIEDUCAZIONE, Ed. MONDADORI

Camaiore Proposta
             
Matteo Amodeo, E I MARI E LE POESIE, Ed. NULLA DIE
Marco Bini, CONOSCENZA DEL VENTO, Ed. LADOLFI
Carolina Canziani, LE STRINGHE SLACCIATE, Ed. LAMPI DI STAMPA
Alberto Fraccacreta, USCIRE DALLE MURA, Ed. RAFFAELLI
Mariuxi Rosalina Minda, DESDE EL PACIFICO HASTA EL MEDITERRANEO PENSAMIENTOS, Ed. GRAF. MORI
Stefano Pini, ANATOMIA DELLA FAME, Ed. LA VITA FELICE
Fabrizio Sinisi, LA FAME, Ed. ARCHINTO

Premio Internazionale
                         
Laureano Albán, POESIE IMPERDONABILI, Ed. PASSIGLI
Billy Collins, BALISTICA, Ed. FAZI
Jean Flaminien, PRESERVARE LA LUCE, Ed. BOOK
Rodolfo Häsler, ELLEIFE, Ed. CAMPANOTTO
                       
Premio Speciale
                       
Claudio Angelini, POESIE A MANHATTAN, Ed. PASSIGLI
Renzo Ricchi, ETERNITA’ DELLE ROVINE, Ed. LADOLFI
Márcia Theóphilo, AMAZZONIA OCEANO DI ALBERI, Ed. TRACCE
                       
Menzione Speciale
                       
Roberto Malini, PAUL POLANSKY – IL SILENZIO DEI VIOLINI, Ed. IL FOGLIO

Lido di Camaiore, 3 maggio 2012
Il Presidente (Francesco Belluomini)
                       
            

1 maggio 2012

Domenica la presentazione del libro "Trilogia della luce" di Sergio Scisciot


Sarà presentato domenica 6 maggio, alle ore 17.30, presso l'Associazione MEGARIS, in Via Strettole delle Fiorentine a Chiaia 14, Napoli, il libro di poesie di Sergio Scisciot "Trilogia della luce", A. De Frede Editore, Napoli.
Introduce e presenta: Anna Aita. Relatori: Gennaro Guaccio e Giuseppe Vetromile. Modera: Marina Scisciot. Letture di Flora Cassella.

In "Trilogia della luce" l'autore rivisita il mistero cristiano attraverso un forte impegno lirico: motivi spiritualistici prendono forza da una tensione ricca di pathos e da una fine forma poetica.
La celebrazione della luce, sia quella fisica, sia quella simbolica, sia quella mistica, è un messaggio rivolto verso forti valori umani e religiosi.

Sergio Scisciot, letterato napoletano, stimato anche per le sue prose, vive incisivamente la vita di numerosi centri culturali napoletani e campani, dando vita a pubblicazioni di forte impegno morale e di vigile presenza civile.

30 aprile 2012

Incontro-presentazione al BAD Museum di Casandrino


E' previsto per giovedì 3 maggio, alle ore 18.30, un "incontro-presentazione" al BAD Museum di Casandrino, dedicato alla mostra "Anatomie edilizie" di Emilio Schiavoni, alla presentazione del libro "Tre volte 10" di Davide Morganti ed alla lettura di poesie di Gaetano Calabrese. Presenta Antonio D'Agostino ed interviene il critico Gerardo Pedicini.
Emilio Schiavoni con “Anatomie edilizie” continua il discorso iniziato con le precedenti mostre. Laddove prima il discorso era incentrato sugli effetti e sullo stato della emarginazione delle nostre periferie, ora l’interesse è diretto ad analizzarne la fonte. Da qui spettrali parallelepipedi che si ergono in un astratto cielo dorato, buchi neri come fameliche caverne, ombre incassate nei muri. È un paesaggio senza anima, ottenuto dalla combustione delle paste acriliche che rende ancor più angosciante la visione. Un grido di allarme che non lascia scampo.
Si tratta di tecniche miste su pannelli di legno e, più precisamente, la combinazione e combustione di paste acriliche, foglia d’oro o d’argento ma anche comune carta per rivestimento alimenti (domo pack), smalti e malta pomice. Il tentativo è quello di risemantizzare una visione urbana o suburbana cercando di riattivarne nuove possibilità
Nel libro di Davide Morganti, Tre volte 10, editore "Ad est dell’equatore", il protagonista dei 4 racconti è Diego Armando Maradona. Non el Pibe de Oro che vive nel ricordo dei tifosi. L’autore gli fa vivere un crescendo di paradossali situazioni portate all’estremo della sua sapienza calcistica. Con sapienza e sottigliezza di argomentazioni, il linguaggio attento e misurato, non privo di ironia, del collaboratore della pagina culturale de  Il Mattino, riesce a tracciare un ritratto inusuale dell’artista del pallone, ancor più vero di quello reale.
Chiude la serata il poeta errante dell’Irpinia, Gaetano Calabrese, con la lettura di alcune sue poesie.

29 aprile 2012

"Uno stupore quieto", il nuovo libro di Mario Fresa


La poesia va oltre la poesia, supera coraggiosamente barriere e istituzioni lessicali e formali per guadagnare la libertà completa degli spazi e dei tempi, in modo tale che rimane nell'immediato pur invadendo l'eternità, rimane in questa stanza di lettura, pur sfuggendo oltre i confini della casa e della città: è percebibile qui ed ora, ma è anche viva, sempre viva, ieri o domani, su questa scrivania come sul tavolo da studio del condòmino del terzo piano. E' questa la sensazione intima e rassicurante che si prova, che ho provato, leggendo "Uno stupore quieto", ultima prova letteraria di Mario Fresa, con una approfondita prefazione di Maurizio Cucchi.
Il titolo del libro sembra già indicare uno strappo alla regola, essendo quasi un ossimoro: Uno stupore quieto, dove lo stupore, in genere, si accompagna alla meraviglia e viene, non dico urlato al mondo, ma perlomeno manifestato con dovizia di sentimentalismo e di compartecipazione. Invece qui lo stupore è "quieto", come dire: contenuto, composto, controllato, rimuginato e lavorato intimamente, per cercarvi un senso, una ragione, una traccia psicologica e forse anche umana, in un universo che si dispiega sotto i nostri occhi in tutta la sua apparente superficialità e ovvietà: nei comportamenti umani come nelle situazioni stesse che le determinano.
Il discorso poetico di Fresa, in quest'ambito, potrebbe sembrare minimalista, o per certi versi aderente persino alle correnti del crepuscolarismo gozzaniano per il tono alquanto silenzioso e dimesso, confidenziale, che si riverbera nella sua scrittura; ma questo è soltanto un accostamento fuggevole, secondo me, causato dal sapore della lettura dei suoi versi, che immancabilmente in un lettore attento suscitano anche improvvisi riferimenti a precedenti o attuali filoni e indirizzi poetici di una certa rilevanza. Naturalmente il progetto poetico di Mario Fresa in questo libro, come anche nei precedenti, è tutto suo e originalmente creato: vi è senza alcun dubbio l'impronta di una penna esperta, che tenta con successo nuovi cammini che ampliano certamente gli orizzonti poetici del nostro panorama attuale. Ed è un progetto ben saldo, che si fonda su contenuti e stili nuovi, di particolare valenza letteraria. Tutto ciò è anche bene evidenziato nella attenta prefazione di Maurizio Cucchi, il quale, tra l'altro, afferma che "in tempi in cui domina una certa indifferenza verso possibili nuove soluzioni formali, in tempi in cui prevale un certo quieto qualunquismo stilistico, la voce di Mario Fresa risulta decisamente in controtendenza attiva".
Il libro annuncia subito una novità, fin dai primi righi, perchè il lettore si trova di fronte ad uno spiazzamento improvviso, inaspettato, laddove si aspetta il susseguirsi di versi più o meno fluenti, di tipo più o meno canonici, al centro del foglio, si trova invece di fronte un corpo poetico compatto, che quasi chiede di esorbitare dalla pagina, di matrice quasi narrativa. E' così per tutto il percorso del libro, da "Storia di G.", a "Romanzi". Ma la prima impressione del lettore è ingannevole, perchè pur presentandosi in veste quasi narrativa, la scrittura di Mario Fresa è squisitamente poetica, come dicevo, nell'affrontare il contenuto, il significante, e nel tono e nella forma. Una poesia che dà "uno stupore quieto", i cui riferimenti interni costituiscono, appunto, un tutt'uno con lo stesso titolo del libro e quindi col progetto scritturale di Fresa.
Addentrandoci progressivamente nelle pagine e cominciando, subito dopo quel certo "spiazzamento iniziale, ad apprezzare piacevolmente il dettato poetico di Mario Fresa, fin dai primi versi, notiamo dunque il delinearsi di un discorso che segue filoni diversi, però in modo parallelo e contemporaneo, basati su storie, e storie dentro storie, che l'arguzia e a volte l'ironia sottile del nostro autore tendono piacevolmente a vivificare, ad esaltare, situazioni e stati d'animo covati, celati, imprigionati, non detti razionalmente.
Sebbene suddivisi in capitoli (Storia di G., Titania, Una violenta fedeltà, Romanzi), i singoli brani, liberi da intitolazioni che avrebbero potuto focalizzare e "inquadrare" eccessivamente il delicato discorso di Fresa, impegnato a realizzare un unico corpo poetico, appaiono comunque parte necessaria alla costruzione dell'intero percorso lirico. E' in effetti un libro che va letto, interpretato e assaporato fino in fondo, dal primo all'ultimo verso, per vederne il senso complessivo e compiuto, pur vivendo ciascun brano di luce e sottosenso proprio. Il filo logico, anzi poetico, emotivo e sensazionale che lega il tutto è da cercarsi negli episodi minimi, sfaccettati, lampi di umanità e stati d'animo, descritti con un linguaggio piano, ben cadenzato, con punteggiatura eloquente, e giusta misura del verso, anche quando l'andamento poetico si trasforma in andamento più strettamente narrativo, come nel capitolo "Convalescenza".
Per concludere, direi che non si può non essere d'accordo con Maurizio Cucchi quando afferma che, con questo libro, Mario Fresa ha dato il meglio del suo lavoro poetico prodotto fino ad oggi, dimostrando che la poesia è sempre una strada in salita, perchè le vette raggiunte non soddisfano mai e si cerca sempre un nuovo, più gratificante orizzonte, magari anche diverso, ma sempre più ricco di quelle esperienze umane e poetiche che fanno di un poeta un vero ricercatore di verità.
E mario Fresa è senza alcun dubbio su questa strada.

Mario Fresa, "Uno stupore quieto", La collana Stampa2009, Azzate (Va), 2012. Prefazione di Maurizio Cucchi.

Giuseppe Vetromile
29/4/12

Le Foto de "La Rocciapoesia 3"

Le foto dell'incontro de "La Rocciapoesia 2", a Pratella, il 27 ottobre 2012

Le foto dell'evento "Una poesia fuori dal comune". Sant'Anastasia, 23 settembre 2012

Una poesia fuori dal comune, Sant0Anastasia, 23 settembre 2012

PUNTO, Almanacco della Poesia italiana

PUNTO SCHEDA

ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'

Si è svolto il 30 novembre scorso, alle ore 17, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio 14, Napoli, il Convegno di studi e reading di poesia "ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'".
All'interessante incontro, promosso e organizzato dall'Istituto Culturale del Mezzogiorno e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, hanno preso parte:
- Natale Antonio Rossi, Presidente Unione Nazionale Scrittori Artisti;
- Ernesto Paolozzi, Università di Napoli Suor Orsola Bnincasa;
-Antonio Scamardella, Università di Napoli Parthenope;
- Antonio Filippetti, Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno.
Nell'ambito del convegno si è svolta la rassegna "Liberi in Poesia", con la partecipazione di autori di diverse generazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad "ARCARTE" quale suo premio una medaglia di rappresentanza.

Le foto del convegno

Presentazione "Sulla soglia di piccole porte"

Enza Silvestrini, 11 ottobre 2012