Presentazione libri poesia, narrativa, saggistica ed altri generi. Incontri, dibattiti su vari argomenti di carattere letterario, storico, scientifico. Organizzazione di eventi culturali.
4 maggio 2013
Bandita la XI Edizione 2013 del Concorso Nazionale di Poesia "Città di Sant'Anastasia"
E' stata bandita la XI Edizione del Concorso Nazionale di Poesia "Città di Sant'Anastasia", con una novità: l'introduzione di una sezione riservata al libro edito di poesia.
Qui di seguito il regolamento:
CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “CITTA’ DI SANT’ANASTASIA” - XI EDIZIONE 2013
Regolamento
Il Comune di Sant'Anastasia (Napoli) indice e promuove la XI Edizione 2013 del Concorso Nazionale di Poesia "Città di Sant'Anastasia", avvalendosi dell'Organizzazione e Direzione Artistica dell’Associazione “IncontrArci” di Sant’Anastasia - Circolo Letterario Anastasiano. Al concorso potranno partecipare tutti i cittadini residenti in Italia o all’estero, purché i testi siano in lingua italiana.
SEZIONE POESIA SINGOLA
Si partecipa a questa sezione inviando una o due poesie in lingua italiana a tema libero, di lunghezza non superiore ai 50 versi, in 6 copie, di cui una soltanto completa di generalità, recapiti telefonici ed e-mail, e di una dichiarazione firmata in calce che ne attesti la paternità.
Nell'ambito di questa sezione è anche possibile presentare un'ulteriore poesia ispirata al tema: "Ambiente e territorio vesuviano", in lingua italiana od anche in vernacolo napoletano, sempre in 6 copie di cui una con le generalità.
Si precisa che l'Organizzazione non pone alcuna restrizione sull'inedicità delle poesie presentate, o se trattasi di testi già premiati e/o segnalati in altri concorsi: unica norma da rispettare è che l'autore dichiari che il testo presentato è di sua esclusiva creatività e proprietà.
Si richiede un contributo unico per spese organizzative di Euro 10 (dieci) da versare su c.c.p. nr. 63401236 intestato all’Associazione “IncontrArci”, con causale: Concorso di poesia Città di Sant’Anastasia XI Edizione, Sez. Poesia Singola. Fotocopia del versamento dovrà necessariamente essere allegata agli elaborati.
Premi
Soltanto per la sezione a tema libero in lingua italiana, sono previsti i seguenti premi:
1° premio: Euro 600; 2° premio: Euro 350; 3° premio: Euro 250.
In base alla graduatoria generale stabilita dalla Giuria, saranno inoltre premiati con Targhe ed eventuali premi speciali:
- la migliore poesia ispirata al tema "ambiente e territorio vesuviano";
- la migliore poesia di un Autore giovane (fino a 23 anni);
- la migliore poesia di un Autore del territorio (Sant'Anastasia e dintorni).
SEZIONE POESIA EDITA
Si partecipa a questa sezione con un libro di poesie pubblicato non anteriormente al 2010.
Il libro va consegnato in 4 copie, accompagnato da un foglio che riporti le generalità complete dell'Autore, i suoi recapiti telefonici ed eventuale e-mail.
Si richiede un contributo per spese organizzative di Euro 5 (cinque) da versare su c.c.p. nr. 63401236 intestato all’Associazione “IncontrArci”, con causale: Concorso di poesia Città di Sant’Anastasia XI Edizione, Sez. Poesia Edita. Fotocopia del versamento dovrà necessariamente essere inclusa nel plico.
Per questa sezione è previsto un unico premio di Euro 500.
DISPOSIZIONI GENERALI VALIDE PER AMBEDUE LE SEZIONI A CONCORSO
1) E' possibile la partecipazione contemporanea ad ambedue le sezioni di poesia singola e di libro di poesia, versando il contributo totale per spese organizzative pari a Euro 15 (quindici).
2) I plichi dovranno essere spediti unicamente al seguente indirizzo: SEGRETERIA DEL CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “CITTA’ DI SANT’ANASTASIA”, PRESSO UFFICIO POSTALE DI MADONNA DELL’ARCO, 80048 MADONNA DELL’ARCO (Napoli), entro il 15 ottobre 2013. Si prega caldamente di evitare le raccomandate. Per la Sezione Poesia Singola è anche possibile l’invio per posta elettronica all’indirizzo circolo-lett-anastasiano@hotmail.it In questo caso si dovrà allegare anche la fotocopia dell’avvenuto versamento, oppure indicarne gli estremi.
Gli elaborati non saranno restituiti. I libri entreranno a far parte della Biblioteca Comunale. L’Organizzazione non risponde di eventuali disguidi postali o mancati recapiti.
3) A discrezione dell'Organizzazione, e in base alle valutazioni della Giuria, potranno essere inoltre conferiti altri riconoscimenti consistenti in manufatti in rame dell’artigianato locale, libri e pubblicazioni artistiche messi a disposizioni da eventuali Sponsor.
I premiati e i segnalati riceveranno inoltre diplomi con motivazioni.
4) I nomi dei componenti della Commissione esaminatrice, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile, verranno resi noti il giorno della premiazione, che si terrà in Sant'Anastasia in giorno e luogo da stabilirsi (comunque entro l'anno 2013). Soltanto i premiati ed i segnalati saranno tempestivamente avvisati.
Gli altri partecipanti potranno conoscere i risultati del concorso sui siti: http://concorsopoesiasantanastasia.blogspot.com; http://circololetterarioanastasiano.blogspot.com, e sugli altri siti letterari, oppure telefonando in Segreteria.
I premi dovranno essere ritirati direttamente dagli interessati. Soltanto in caso di seria e comprovata indisponibilità, è ammessa la delega per iscritto. In caso contrario, i premi non verranno consegnati né spediti.
Ai sensi dell'art. 10 della L. 675/96, si assicura che i dati personali relativi ai partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del Concorso.
Per eventuali informazioni, è disponibile la Segreteria (081.5301386 ore serali); e-mail: circolo-lett-anastasiano@hotmail.it.
L'Organizzazione ringrazia tutti coloro che vorranno diffondere la notizia del presente Concorso di Poesia.
Si prega di non attendere gli ultimi giorni per l’invio degli elaborati, onde facilitare il compito della Segreteria e della Giuria.
I VINCITORI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI
I Ediz. 2002: Clara Di Stefano (sez. A).
II Ediz. 2003: Salvatore Cangiani (sez. A); Giovanni Caso (sez. ambiente e territorio vesuviano).
III Ediz. 2004: Armando Saveriano (sez. A); Salvatore Cangiani (sez. ambiente).
IV Ediz. 2005/6: Gennaro Grieco (sez. A); Vincenzo Russo (sez. ambiente).
V Ediz. 2006/7: Carmen De Mola (sez. A); Armando Saveriano (sez. ambiente); Alessandro Nannini (sez. Giovani); Massimo De Mellis (sez. Locali).
VI Ediz. 2007/8: Giovanni Bottaro (sez. A); Agostina Spagnuolo (sez. ambiente); Vanina Zaccaria (sez. Giovani); Alessandra Mai (sez. Locali).
VII Ediz. 2008/9: Rodolfo Vettorello (sez. A); Adolfo Silveto (sez. ambiente); Erlinda Guida (sez. Giovani); Raffaele Liguoro (sez. Locali).
VIII Ediz. 2009/10: Paolo Polvani (sez. A); Rossella Luongo (sez. ambiente); Francesco Iannone (sez. Giovani); Domenico Cassese (sez. Locali).
IX Ediz. 2011: Loriana Capecchi (sez. A); Raffaele galiero (sez. ambiente); Giovanna Garzia (sez. Giovani); Anna Ruotolo (sez. Locali).
X Ediz. 2012: Benito Galilea (sez. A); Giovanni D'Amiano (sez. ambiente); Sandra Biondo (sez. Giovani); Floriana Coppola (sez. Locali).
29 aprile 2013
Il Premio "Giuseppe Pisano"
La Pro Loco di Montefredane
in collaborazione con il Comune di
Montefredane(AV)
con il patrocinio
della Regione Campania, della Provincia di Avellino
e dell’UNPLI Provinciale di Avellino
indice il
Premio di poesia e giornalismo
“Giuseppe Pisano”
Il Premio è dedicato a Giuseppe Pisano
(Montefredane 1938 – ivi 1998),
poeta, giornalista, scrittore, critico d’arte,
responsabile de “Il Mattino” di Avellino
prima edizione
22 giugno ore 20:00
Castello Caracciolo di Montefredane
Presidenti del Premio:
Elvira Micco e Monia Gaita
Giuria del Premio:
Aldo Balestra (Presidente della giuria), Cosimo
Caputo,
Annibale Discepolo, Mario Fresa, Antonietta
Gnerre
Il Premio
si articola in tre sezioni:
Premio alla poesia
Premio al
giornalismo
Premio alla
cultura
La giuria si è così espressa:
Premio alla poesia: Fabrizio
Dall’Aglio e Maria Grazia Calandrone
Premio al giornalismo: Vittorio Dell’Uva
Premio alla cultura: Franco Arminio
Il
Premio è rivolto a valorizzare personalità che abbiano illustrato la poesia, il
giornalismo e la cultura facendo della loro opera un fecondo stimolo di
riflessione, privilegiata ricerca creativa e confronto di pensiero a largo
raggio oltre i confini territoriali d’appartenenza. Si propone altresì di
favorire una più diffusa sensibilità verso il mondo della scrittura.
Segreteria del Premio: via P.Giordano, Castello Caracciolo, 83030
Montefredane (AV)
Tel.
346-9739411 oppure 347-1392423
28 aprile 2013
Il Nettare e la Musa, la nuova antologia curata da Armando Saveriano
E' da poco uscita una nuova Antologia, curata dal critico e
poeta Armando Saveriano per i tipi della Casa Editrice PerVersi, di
Grottaminarda (Av). Il libro, che s'intitola "Il Nettare e la Musa",
raccoglie i testi poetici di cinque autori, oltre allo stesso Saveriano: Anna
Ciufo, Alfonso Attilio Faia, Raffaele Della Fera, il giovane e promettente
esordiente Gerardo Iandoli, e Giuseppe Vetromile.
Come afferma il curatore di questo interessante progetto
antologico, "la Musa è l'ostrica perlifera che incorpora e rivela istinto,
immaginario e linguaggio di sei poeti dallo sguardo lungo. La vertigine
intellettuale di ognuno di essi fora spazi, innesta paradossi temporali,
sorvola il limite dell'esprimibile, fa esperienza di consumazione mnestica,
rastrella i cunicoli dell'interiorità, perlustra il campo delle vicissitudini
epocali, analizza l'animale politico nella sua curva discendente, spara lo spot
sui gangli bui del personale, del privato, sbaraglia il caos con un nuovo
disordine, agisce con una smania di provocazione, si sposta sovente sul filo di
una malinconia da smarrimento metafisico alla Cioran. Questa poesia tanto
sfaccettata quanto spregiudicata spende le energie parnassiane, simboliste,
neo-barocche, colloquiali, anti-liriche, esponendosi al pettine stretto di una
critica che accetta il rischio della proposta, l'audacia del tiro di dadi, ma
non perdonerebbe il contrabbando del baro sul calessino di una verità
melliflua. Qui però non si dissimula l'inganno del mediocre. Qui proliferano
tematiche ed idee, qui si raccolgono stelle e spirali d'insondabile abisso, qui
si manifestano le fibre leali e reali di una scrittura indocile, percussiva,
marchiante, bella e terribile, che decreta l'esclamazione dissacrante, fa
sfavillare interrogazioni sagge e impertinenti, certifica che la danza
segnico-verbale della Poesia s'impista in mille contraddittorii paesaggi:
dall'elegante eclettismo all'affondo psicologico-esistenziale, dal dileggio
ferale al vitalistico passaggio per la cruna del sofferto sociale."
AA.VV., Il Nettare e la Musa, a cura di Armando Saveriano. PerVersi Editori, Grottaminarda (Av), 2013.
Pagg. 154, Euro 16.00
21 aprile 2013
"Il vizio ineluttabile della scrittura": un aprile insolito
Grande e appassionata mobilitazione artistica e letteraria
in quel di Avellino, il 20 e 21 aprile 2013, che, grazie alla puntuale e
attenta organizzazione di alcuni operatori culturali della zona, tra i quali
senza dubbio spicca il nome dell'Editrice Scuderi, ha visto l'entusiastica
adesione e partecipazione di tantissimi artisti, letterati e poeti non solo
irpini, ma provenienti anche da Napoli e da altri paesi della Campania.
C'era già stato un incontro nello scorso mese di marzo,
dedicato alla donna, nella Biblioteca Provinciale di Avellino, sempre
organizzato dall'Editrice Scuderi, e in quella sede si pensò di continuare gli
appuntamenti artistici-letterari durante "due giorni" intensa e
interessante. Così, "Il vizio ineluttabile della scrittura, un aprile
insolito", ha dato luogo sabato scorso 20 aprile ad una serie di incontri
che si sono svolti in vari luoghi e librerie di Avellino, per concludersi poi
nella mattinata di oggi, domenica 21 aprile.
Non riportiamo in questa sede l'elenco completo degli
incontri, tutti molto interessanti, che si sono svolti in questi due giorni,
elenco che d'altra parte è facilmente desumibile dalla locandina diffusa per
l'occasione, ma in particolare è doveroso citare quello che si è svolto
all'Auser sabato pomeriggio, per l'argomento trattato: "Terra di pane - No
petrolio", voluto dal Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, con
Paolo Saggese, Peppino Iuliano, Salvatore Salvatore e Alfonso Attilio Faia., e
inserito nel programma generale progettato dalla Scuderi.
Altri punti di incontro sono stati la Libreria Petrozziello
e la Libreria Mondadori. Si sono svolti qui, infatti, due incontri di letture
poetiche (il sabato sera e la domenica mattina), alla presenza di un pubblico
piacevolmente interessato.
Riteniamo che tali iniziative vadano fortemente appoggiate e
incoraggiate, per una maggiore e più coinvolgente diffusione della cultura
artistica e letteraria sul territorio, da attuarsi anche senza l'ausilio delle
istituzioni, le quali, sovente (purtroppo!) sono "distratte" da altre
problematiche e scelte politiche; ma con l'impegno dei singoli artisti,
letterati e poeti, nonché delle associazioni operanti sul territorio, è
possibile realizzare, in collaborazione e sinergia, eventi di grande spessore.
E' per questo motivo che la "due giorni" di Avellino, "Il vizio
ineluttabile della scrittura", che è vizio solo ossimoricamente, quasi per
protesta, deve continuare, con il meritato successo, anche in altre date e in
altri luoghi del nostro martoriato e "trivellato" territorio, irpino
e campano tutto.
Alcune fotografie scattate durante gli incontri:
20 aprile 2013
Nessuno ha mai visto decadere l'atomo di idrogeno: il nuovo libro di Dario Pontuale
A cosa servono i libri? Domanda difficile quanto retorica,
forse inutile. Certamente si potrebbe rispondere in molti modi, tutti
differenti l'uno dall'altro, e poi bisognerebbe prima stabilire: che genere di
libri? Un libro scolastico serve per l'apprendimento, un saggio per
approfondire le proprie conoscenze, un romanzo per trascorrere momenti di
serenità e di pace immersi in un mondo "altro", possibile o
probabile... Queste, alcune risposte che si potrebbero dare. Banali, ma
piuttosto coerenti.
Ma ci sono libri che hanno un grande pregio. Il pregio cioé
di allargare gli orizzonti, di indicare al lettore che, oltre alla storia in
sé, esistono altre argomentazioni, altri panorami, altre storie insomma, di cui
il lettore non era a conoscenza e che neanche immaginava potessero esistere.
Ecco che allora, il libro diventa davvero una chiave per aprire mondi
insospettati, che stanno al di là del narrato, al di là della storia in sé,
anche se questa storia può essere senza dubbio interessante.
Si diventa più colti, più informati, si aumenta il bagaglio
delle proprie conoscenze, al di là del puro divertimento che se ne ricava
leggendo il libro.
Direi che questa funzione del libro è davvero importante,
quasi primaria. Si tratta di informazioni aggiuntive, disseminate lungo tutto
il percorso narrativo, che il lettore assorbe compiaciuto e alla fine si
ritrova con importanti e interessanti nozioni in più.
E proprio leggendo quest'ultimo romanzo di Pontuale, ho
avuto l'opportunità di conoscere e approfondire, tra le altre cose, un
argomento che, diciamolo pure francamente, non è molto noto ai più. Parlo della
Patafisica. La Patafisica è una corrente artistica-filosofica ideata
dallo scrittore francese Alfred Jarry e definita come "la scienza delle
soluzioni immaginarie". Ebbene, il primo elogio che desidero attribuire
all'autore, è proprio questo: aver dato la possibilità al lettore, attraverso
la lettura del suo romanzo, dalla prima all'ultima pagina, di apprendere via
via questa filosofia. Che è una filosofia di vita, una possibile costruzione e
frequentazione di un mondo che non c'è, ma potrebbe benissimo esserci. Quello
che la patafisica, e il senso direi primario di quello che vuole suggerirci l'autore,
tra le righe del romanzo, non è tanto la possibilità o la probabilità che possa
esistere davvero una realtà sconosciuta, una realtà parallela a quella in cui
siamo immersi, bensì credere, o immaginare, che ci sia, indipendentemente dal
fatto che possa esistere davvero. E' importante l'immaginazione. E' importante
il sogno. E' importante la disponibilità e l'apertura mentale a credere
possibili altri mondi, o perlomeno altre situazioni di vita e di realizzazioni
della propria felicità.
E così, il nostro autore costruisce una storia bellissima e
intrigante, che prende il lettore e lo coinvolge fin dalle prime pagine, lo
conduce quasi per mano attraverso una narrazione fluida, piacevole, nella quale
egli intelligentemente attualizza e concretizza la filosofia patafisica. Il
lettore se ne rende conto a poco a poco, ma viene preso anche lui negli
ingranaggi, per così dire, della narrazione che ha, sempre, il riferimento
all'apertura verso altre possibilità, al presumibile, alla soddisfazione
dell'immaginazione costruttiva, al sogno, e, insieme, alla realizzazione di
un'umanità più sincera e più aperta, più disponibile e quindi migliore.
Non staremo qui naturalmente a riassumere la trama né a
svelare la conclusione del romanzo, per non togliere al lettore il gusto e il
piacere di seguire le vicende del protagonista, Zeno Bizanti, e dei suoi amici
con i quali viene a contatto grazie alla comune predisposizione al possibile,
al nuovo, all'apertura mentale e alla ricerca appassionata. Ma è opportuno
fornire qualche minimo dettaglio. Tutta la storia si sviluppa intorno al
ritrovamento di alcune "moleskine", cioé dei quadernetti, che
vengono diligentemente riportati all'indirizzo di casa del proprietario. Ma la
casa dell'autore delle moleskine è ora abitata da un nuovo proprietario, giusto
Zeno Bizanti, che si vede recapitare questi documenti. Da qui inizia una
ricerca spasmodica sul perché il vecchio prorpietario abbia scritto questi
appunti, e, cosa ancora più misteriosa ed intrigante, sulla veridicità di
quanto riportato nei quadernetti.
Si forma così il "Circolo Servabo", composto dal
protagonista, presidente, e dagli amici che hanno ritrovato i quadernetti.
La bravura di Dario Pontuale sta anche tra l'altro nella
descrizione psicologica dei personaggi, e nel come questi affrontano le
situazioni; ognuno di loro ha una sua fisionomia ben marcata, e l'autore riesce
a dare personalità e pensiero persino alla tartaruga di casa, Blanqui, che
diventerà la mascotte e l'emblema del Circolo. C'è poi la vecchia signora Noris
Spina, la prima a riconsegnare uno dei quaderni ritrovati; è una arguta signora
che trascorre il suo tempo a raccontare favole ai bimbi nel parco; poi c'è
Ansano Ricci, altro personaggio stravagante, esperto fotografo a caccia dei
fulmini; il terzo personaggio è Elia Busacca, netturbino, ma con la segreta
passione dello scrivere.
Sarà grazie alla specificità di ciascuno dei personaggi,
compreso il protagonista e il suo fidatissimo amico ingegnere, Adriano, (con il
quale s'intrattiene in accanitissime partite a subbùteo), che si creerà questo
Circolo Servabo, un circolo particolarissimo, che darà vita ad un mercatino
suggestivo, dove la gente potrà "acquistare" gratuitamente quello che
non è più in grado di attuare: il sogno, il fascino procurato da un oggetto e
dalla sua storia, per quanto immaginaria o inventata. Ed è, questa,
l'attuazione del piano patafisico dell'autore delle moleskine.
La vita di ciascuno dei personaggi del libro, dal
protagonista Zeno Bizanti che racconta in prima persona, all'amico ingegnere
che sembra avere un ruolo da catalizzatore, per le sue qualità positive e
riflessive, ai tre soci del circolo così diversi tra di loro, alla figura
misteriosa di Giorgio, l'autista e maggiordomo della signora Matilde, nipote
del defunto signor Bisigato, autore delle moleskine, si snoda lungo tutto il
romanzo giungendo a definire esaurientemente il carattere e i punti essenziali
della storia di ciascuno. Così apprendiamo che il protagonista proviene da una
situazione sociale e lavorativa non proprio rosea, in quanto ideatore e
curatore di trasmissioni televisive di pessima qualità che, pur avendolo
compensato largamente dal punto di vista economico, gli hanno lasciato
nell'animo il senso amaro della insulsaggine e dell'inadeguatezza. Riacquistata
la propria dignità con proposte di trasmissioni più qualificate, ma con
scarsissimo indice di gradimento, Zeno viene licenziato. Comincia così il
racconto, e comincia così l'avventura del protagonista, la ricerca di altre
possibilità, di qualcosa che possa arricchire l'animo e la vita.
Direi che il nocciolo, l'essenza o se vogliamo, la morale
della storia raccontata da Pontuale in questo libro, sia proprio questa: il
riemergere da situazioni di vita piatte, banali, ripetitive e scialbe, insomma
il riscatto da una quotidianità cittadina che costringe all'omologazione, che
incanala il flusso del vivere in solchi prestabiliti e a volte indesiderati, ma
obbligati per il raggiungimento di mete nebbiose e del tutto prive di quella
luce di realizzazione interiore che tutti cercano, più o meno palesemente;
suggerendo e indicando che è ancora possibile il sogno, l'immaginazione
costruttiva, lo stare insieme per uno scopo comune, fare del bene a se stessi
per fare del bene agli altri, perché gli altri sono là, fuori casa nostra, che
aspettano che qualcuno dia loro materia valida per sognare, per immaginare, per
rinvigorire la loro capacità di costruire qualcosa di diverso, che non sia il
solito scialbo trantran quotidiano. Ecco dunque l'attuazione
"patafisica" del Circolo Servabo, ecco attualizzarsi il progetto di
vita del vecchio Bisigato, con un finale a sorpresa che coinvolgerà
emotivamente il lettore.
Ecco: nessuno ha mai visto decadere l'atomo di idrogeno. E'
vero, perché l'atomo di idrogeno, composto da un solo protone e da un elettrone
orbitale, statisticamente, come leggiamo nella fisica atomica, ha un periodo di
decadimento di 19 minuti: un'eternità, rispetto al tempo di decadimento delle
altre particelle subatomiche, che in media hanno tempi di frazioni di nanosecondi.
In pratica, il protone non decade mai. Però, immaginare un mondo dove sia
possibile assistere al suo decadimento, è possibile. E' un discorso portato
all'estremo, ma questo indica la potenza dell'immaginazione e del sogno, in una
realtà a volte troppo scontata e banale, ovvia.
Dario Pontuale, con questo suo bellissimo libro, riprende a
mio modesto parere il tema dell'improbabile ma verosimile, già iniziato con
successo in un suo precedente romanzo, "L'irreversibilità dell'uovo
sodo". Mi sembra giustamente che il nostro bravo autore romano voglia
indicarci che non tutto nella vita è dato per scontato, che dietro la realtà di
tutti i giorni spesso si cela qualche desiderio più o meno inconscio di
cambiamento, di ricerca d'altro, che sia anche una sciocchezza,
un'infatuazione, un sogno, ma che questa stessa ricerca metta in moto, in noi
stessi, il motore dell'andare avanti, che è poi il modo giusto di vivere la
nostra vita.
Il libro è stato presentato dal Circolo Letterario
Anastasiano nella Biblioteca Comunale "G. Siani" di Sant'Anastasia,
venerdì 19 aprile, alla presenza di un folto e attento pubblico. Relatore è
stato lo stesso Giuseppe Vetromile.
DARIO PONTUALE (Roma 1978) è laureato in Storia della critica letteraria e in Scienze Archivistiche e Bibliotecarie. Collabora con le riviste di critica letteraria Esperienze Letterarie, Nuovi Annali, Italinemo ed è studioso di letteratura dell’Otto-Novecento, nonché autore di saggi su Serra, Montale, Buzzati, Svevo, Pessoa, Salgari e Stevenson. Ha pubblicato già due romanzi: La biblioteca delle idee morte (2007, secondo al premio Soldati) e L’irreversibilità dell’uovo sodo (2009, vincitore del premio della critica Le Muse). È coautore del documentario indipendente su Pier Paolo Pasolini P.P.P. Profezia di un intellettuale.
Dario Pontuale, "Nessuno ha mai visto decadere l'atomo di idrogeno", romanzo, Edizioni Bordeaux, Roma, 2012
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Una poesia fuori dal comune, Sant0Anastasia, 23 settembre 2012
PUNTO, Almanacco della Poesia italiana
ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'
Si è svolto il 30 novembre scorso, alle ore 17, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio 14, Napoli, il Convegno di studi e reading di poesia "ARCARTE - IL VIAGGIO DELLA CREATIVITA'".
All'interessante incontro, promosso e organizzato dall'Istituto Culturale del Mezzogiorno e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, hanno preso parte:
- Natale Antonio Rossi, Presidente Unione Nazionale Scrittori Artisti;
- Ernesto Paolozzi, Università di Napoli Suor Orsola Bnincasa;
-Antonio Scamardella, Università di Napoli Parthenope;
- Antonio Filippetti, Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno.
Nell'ambito del convegno si è svolta la rassegna "Liberi in Poesia", con la partecipazione di autori di diverse generazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad "ARCARTE" quale suo premio una medaglia di rappresentanza.
All'interessante incontro, promosso e organizzato dall'Istituto Culturale del Mezzogiorno e dall'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, hanno preso parte:
- Natale Antonio Rossi, Presidente Unione Nazionale Scrittori Artisti;
- Ernesto Paolozzi, Università di Napoli Suor Orsola Bnincasa;
-Antonio Scamardella, Università di Napoli Parthenope;
- Antonio Filippetti, Presidente Istituto Culturale del Mezzogiorno.
Nell'ambito del convegno si è svolta la rassegna "Liberi in Poesia", con la partecipazione di autori di diverse generazioni. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito ad "ARCARTE" quale suo premio una medaglia di rappresentanza.

